LETTURE

estratto dal libro "Il Critico Interiore, come trasformarlo in un potente alleato"
Hal e Sidra Stone, Edizioni Il Gruppo Futura, collana I Delfini
(sintesi a cura di Franca Errani)


Il Critico è un sé universale e potente: può avere abitudini differenti, ma è facilmente riconoscibile. Il Critico è come una stazione radio che trasmette costantemente giudizi, critiche, ansietà, regole da seguire. Siccome sta trasmettendo da tutta la nostra vita, è come una musica di sottofondo di cui non siamo più consapevoli. Gli Stones la chiamano Radio Krazy, la Radio Pazza. Perciò, è molto importante cominciare a riconoscere che noi non siamo il nostro Critico. Il Critico è il sé che può fermare completamente la nostra crescita, che può bloccare la capacità di vivere una vita creativa. Tuttavia, nel considerare la sua origine, cerchiamo di non dimenticare che la sua funzione originale era di risparmiarci vergogna e sofferenza. Questo ci aiuterà a mantenere una certa chiarezza mentre esploreremo lo sviluppo del Critico e il suo scopo nelle nostre vite. Il Critico si sviluppa nelle nostre famiglie, echeggiando i giudizi dei genitori, della scuola, della chiesa, della società; questo sé vuole che noi siamo amati e accettati dal mondo. Siccome la sua parola risuona in modo penetrante e il suo giudizio vibra di una grande autorità dentro di noi, cominciamo a riconoscere alcune delle sue affermazioni preferite:

  • il problema con te è ...
  • sei brutto/a
  • non sei amabile: nessuno può amarti veramente
  • sei egoista
  • sei insignificante
  • sei grasso/a
  • sei pigro/a
  • sei troppo basso. Nessuno prende i bassi seriamente
  • stai invecchiando!
  • sei vestito in modo sbagliato: sei ridicolo
  • sei noioso/a
  • non hai talenti!
  • non dovresti aver detto questo!
  • devi lavorare il doppio degli altri, altrimenti non ce la fai!
  • dovresti rifarti il naso/seno/glutei/collo...
  • sei riuscito a ingannarli, pensano che sei intelligente e preparato, ma vedrai quando si accorgeranno di quanto poco sai veramente!
  • in realtà, sei un fallimento

Le sue critiche variano a seconda delle tradizioni e del sistema di valori di ogni particolare cultura. Ad esempio, in America il vostro Critico probabilmente vi criticherà se non siete abbastanza speciali, o se non siete superiori agli altri: il Critico americano non vuole la normalità. Un Critico australiano ha il punto di vista opposto: “non essere un papavero alto in mezzo al campo, altrimenti sarai tagliato” è una tipica massima australiana a cui il Critico è affezionato. Tutto ciò che attira attenzione su di voi è giudicato male dal Critico. Al di là dei diversi temi, i Critici di tutto il mondo sono uguali nel loro rendere le persone infelici e inefficienti.

E’ importante capire e accettare che non ci libereremo mai del nostro Critico: possiamo imparare a riconoscerlo, a trattare con lui, a renderlo un alleato; ma non potremo mai liberarcene. Né potremo mai piacergli: non ha importanza quanto cerchiamo di ascoltarlo e di fare quello che lui vuole: lui ci seguirà e diventerà più forte: è come un genitore critico: quanto più cerchiamo di cambiarci per compiacerlo, tanto più forte lui diventerà. L’unica risposta possibile con il Critico è di non giocare il suo gioco - e questo è ciò che impareremo strada facendo.

Le parole favorite del Critico

  • sbaglio: “E’ stato un errore. Non saresti mai dovuto andare a quel pranzo”. “Io non avrei mai spedito quella lettera” “Hai sbagliato a mangiare quelle porcherie”- Dietro a tutti i suoi dovresti e non dovresti vi è l’assunto di base che noi abbiamo fatto un errore: e per il Critico un errore è inaccettabile.

  • sintomo: e parole collegate, come dipendenza, codipendenza. Il problema è che il Critico prende su le nuove parole e le usa come pugnali contro di noi. Se siamo un po’ sovrappeso, questo è un sintomo; un mal di testa è un sintomo; bere molto caffè è un sintomo. Essere molto attaccati a qualcuno è un comportamento dipendente. Il bisogno degli altri, che è universale, diventa codipendenza, una delle ultime categorie diagnostiche. Non vogliamo con questo dire che questi termini siano sbagliati, o non utili: è che il Critico ce li rivolta contro.

  • creazione: nella nuova filosofia spirituale, il concetto di co-creazione della realtà si è esteso e viene adoperato con frequenza. Pensiamo cosa può accadere a una persona colpita da una grave malattia, a cui per di più il Critico aggiunge che se l’è creata, che è sua responsabilità.

  • Cosa vuole realmente il Critico?

    Realmente vuole che noi siamo OK, accettati nel mondo, con un buon lavoro, con denaro sufficiente. Ci vuole amati, accettati, apprezzati e per renderci tali ha criticato quei comportamenti che sarebbero stati giudicati nel nostro ambiente. Tuttavia, spesso il Critico non sa quando fermarsi. Il suo intento originale si è perduto nelle sabbie del tempo; il suo confine si è esteso oltre misura, e ora la sua energia lavora contro di noi - che voleva proteggere. Fino a che il Critico opera segretamente e fuori dal nostro controllo, inconsciamente, abbiamo poca o nulla possibilità di vincere la nostra battaglia.

    Il Critico uccide la nostra creatività: come possiamo esplorare qualcosa di nuovo quando ci viene costantemente sussurrato che tanto siamo sbagliati, che non ce la faremo?

    Il Critico mina la nostra autostima: come possiamo sentirci bene con noi stessi quando abbiamo un sé che ci dice costantemente cosa c’è di sbagliato?

    Il Critico è una fonte di vergogna: trova tutte le parti naturali di noi insoddisfacenti, e costantemente cerca di cambiarci: lui ci conosce fino in fondo, ci sussurra, e conosce bene anche le parti che tentiamo di nascondere agli altri...

    Il Critico ci rende depressi. La sua costante barriera di critiche è un peso insopportabile, che può portare ad esaurimento fisico e psichico, fino alla depressione.

    Il Critico e gli altri sé interiori

    Immaginiamo un bambino nella culla: la madre lo guarda, e lui sorride, felice; lei è calda, accogliente, lo prende in braccio, lo culla, emette piccoli suoni amorevoli. La vita è bella. Presto il bambino impara che sorridere è un atto importante: la vita è molto più bella quando sorride. E’ così che si sviluppa uno dei sé primari: il Gentile (Pleaser). Il Gentile comincia a sovralimentare la naturale tendenza al sorriso: fa sì che il bambino sorrida più frequentemente di quanto gli sarebbe naturale. In questo modo, la madre e poi gli altri sono felici: il mondo è più sicuro. In questo modo proteggiamo la nostra vulnerabilità.

    Ora che il Gentile è diventato un aspetto primario, bisogna tenere da parte altre energie opposte, affinché egli compia il suo lavoro: il bambino impara che quando è arrabbiato, o infelice o grida, viene ignorato o sgridato; il pianto rende la madre irritabile, e il mondo non è più così bello. Così il bambino impara che il pianto e la rabbia sono male, e queste energie diventano quelle che si chiamano un aspetto rinnegato. Un sé rinnegato è un sé che viene spinto via e a cui non è permesso di esprimersi nella nostra vita conscia. E’ uguale ed opposto al sé primario che costituisce la nostra personalità. Il bambino può ancora sentire il pianto e la rabbia, ma controlla questa reazione; se il Gentile è molto forte, col tempo il bambino o il giovane può arrivare a non sentire neppure più lo stimolo di queste emozioni. Questo esempio ci mostra come si forma la nostra personalità. I sé primari che la compongono prendono le loro decisioni automaticamente: non abbiamo scelta, fin a che non siamo consapevoli di ciò. Io devo essere gentile per accontentare i tuoi desideri, e in realtà non ho scelta. Il mio Gentile deve mettere i tuoi bisogni prima dei miei. E’ ironico pensare che in tutto questo processo si perde il Bambino Vulnerabile, proprio quella parte la cui protezione era lo scopo dei nostri sé primari: per proteggerlo, i nostri sé primari lo seppelliscono.

    Un altro alleato potente del Critico è l’Attivista (Pusher). Generalmente si sviluppa per farci andare bene a scuola: il suo lavoro è di farci raggiungere degli obiettivi, di farci andare avanti nella vita; tuttavia, l’Attivista non è mai soddisfatto: dobbiamo sempre fare qualcosa di più e meglio. Con un Attivista molto forte, la vita diventa una corsa ad ostacoli e noi siamo come cani che corrono dietro a un coniglio artificiale senza mai poterlo raggiungere. Nella nostra società il fare è molto ammirato, è legato al successo, e noi ammiriamo persone di questo tipo. E’ giusto ammettere che non compiremmo molto senza il suo aiuto; tuttavia, egli tende ad essere un po’ troppo ambizioso. Un nuovo tipo di attivista è ora l’Attivista New Age: adora comprare libri; una volta che lui li ha comprati, il Critico si unisce al team e ci critica per non averli letti tutti, per non averli letti abbastanza attentamente, per aver dimenticato quello che abbiamo letto, o per non aver sottolineato in modo accurato. Il Critico collabora con l’Attivista per farci andare, andare, andare...

    Un altro sé primario molto diffuso è il Perfezionista: si sviluppa per farci avere successo e ci vuole perfetti in come siamo, in come appariamo e in ciò che facciamo. Per questo sé, tutto è ugualmente importante: se si fa qualcosa, lo si deve fare perfettamente. Se il nostro scopo è la perfezione, allora di chi sarà il compito di trovare le nostre imperfezioni? Avete indovinato, è il nostro amico, il Critico! Una volta che il Perfezionista ha stabilito lo standard di perfezione, il Critico lo sosterrà, non ha importanza quanto irraggiungibile o irrealizzabile o assurdo sia.

    L’Ego Consapevole

    Una volta che diventiamo consapevoli dell’esistenza dei nostri sé primari, possiamo cominciare a separarci da essi e a riconoscere le emozioni e i sentimenti delle nostre parti rinnegate che stanno dalla parte opposta. La separazione dai nostri sé primari è il primo passo per lo sviluppo di un Ego Consapevole: esso non è un sé: è un “tu” che non è dominato da nessun sé o insieme di sé, E’ capace di accettare e onorare tutti gli opposti che ci costituiscono: ci porta al di là della dualità. L’Ego Consapevole non è uno scopo, è un processo, e può scomparire ogni volta che i sé primari riprendono potere: ciò accade ogni volta che si è in uno stato stress o di vulnerabilità, in quanto la funzione dei sé primari è di costituire una rete di protezione. L’Ego Consapevole ci dà la capacità di scoprire la complessità del nostro mondo interiore e la ricchezza dei molti sé che abitano la nostra psiche. Leggendo questa guida, state facendo un lavoro importante: cominciate a separarvi dal vostro Critico Interiore, uno dei sé primari, e a sviluppare un Ego Consapevole in relazione a questo particolare sé.

    Attenzione: cercare di vivere la vita da un Ego Consapevole fornisce al Critico un ottimo alimento! I nostri Critici adorano accusarci di non avere un Ego Consapevole; ognuno di noi fa il meglio che può, e ognuno di noi è in un processo di crescita. Se cercate di vivere la vita dall’Ego Consapevole in modo troppo tenace, è un segno sicuro che il vostro Attivista e/o Perfezionista hanno preso di nuovo il potere. Questo permetterà al vostro Critico di ingrassare ancora mentre si dà da fare per aiutarci a raggiungere questo nuovo, affascinante e irraggiungibile scopo!

    L’energia del Critico

    E’ molto importante, per trattare con il nostro Critico, imparare ad andare oltre il contenuto delle parole; riconosciamo che spesso questo contenuto non è tanto importante: quello che conta è l’energia con la quale egli ci parla: è un’energia che ci ferisce, che ci fa sentire depressi e infelici, impotenti. La natura della comunicazione del Critico è abusiva verso di noi, c’è un attacco emozionale che deve essere sostenuto ogni volta. Il fatto è che il nostro Critico è molto intelligente, brillante - più di noi. La sua mente è precisa, una delle sue caratteristiche è proprio questa finezza di dettaglio, e ha la capacità di comunicare con questo tono di grande autorità. Per comprendere gli attacchi del Critico, dobbiamo tenere a mente che al di sotto c’è un livello di vulnerabilità e ansietà di questo sé. Il tema centrale per il Critico è di farci essere al sicuro, accettati, di successo e economicamente protetti: vuole essere sicuro che non saremo abbandonati, giudicati stravaganti, che non ci ammaleremo. Il Critico ricorda bene e ingigantisce le pene della nostra infanzia, e ancora sente, attraverso i sentimenti del nostro Bambino Interiore, il terrore dell’abbandono che provavamo allora. Vuole disperatamente evitarci tutto questo, e il solo modo che conosce è di renderci perfetti.

    Le situazioni che scatenano un attacco del Critico

    a) I giudizi
    I giudizi esterni rendono il nostro Critico estremamente ansioso. Ci sono i giudizi delle persone intorno a noi, dei nostri cari, ma persino una pubblicità che ci incita a essere magri e belli può essere vissuta come un giudizio. Il giudizio esterno (la nostra reazione ansiosa) è un segno della presenza del Critico dentro di noi: ci se ne può accorgere ad esempio quando ci allontaniamo da persone giudicanti: un figlio lascia i genitori troppo giudicanti, va a vivere distante, e pensa che tutto sia finito. Non è così! A livello interiore la voce giudicante è molto profonda, e è lì che va confrontata. Quando qualcuno dall’esterno ci giudica, dobbiamo combattere una doppia battaglia: una all’esterno, e una con la persona invisibile che vive dentro di noi.

    b) Lo stress
    Ogni condizione di stress attiva il Critico. L’affaticamento, la stanchezza, ma anche stress “positivi” come una promozione, il fidanzamento eccetera. Al di sotto vi è sempre una condizione di vulnerabilità.

    c) I sé rinnegati
    . Se ci accade di lasciar emergere una nostra parte rinnegata in un contesto sociale o di lavoro, il Critico sarà terrorizzato che siamo giudicati matti, stravaganti o che ci comportiamo in modo per lui vergognoso. In questo senso agisce come un genitore - ciò che in effetti è. Ad esempio, possiamo andare a un party e bere qualcosina di più; possiamo quindi comportarci in modo più spontaneo, disinvolto o anche seduttivo. Il giorno dopo il Critico ci attaccherà (le ore del mattino sono un buon momento per lui, perché siamo ancora abbastanza vulnerabili e le nostre difese solite non sono ancora pienamente disponibili). A volte le persone con un controllo molto rigido bevono alcolici o usano droghe proprio per poter uscire dal controllo: con l’aiuto dell’alcol, si sentono libere di lasciar emergere le loro parti rinnegate. Ma il loro Critico guadagna peso ogni volta che questo accade.

    d) Situazioni non familiari
    Anche qui, il tema centrale è la vulnerabilità. Viaggiare in posti sconosciuti, iniziare un nuovo lavoro, incontrare nuove persone, affrontare situazioni nuove, come ad esempio parlare in pubblico per la prima volta...

    e) Quando siamo al centro dell’attenzione
    E’ una posizione che ci rende più vulnerabili perché siamo in qualche modo valutati. L’ansietà del Critico qui si innesta sulla scuola e su come opera: il processo educativo nelle nostre scuole è tutto basato sul giudizio e sul confronto.

    f) Momenti di sfortuna
    La perdita del lavoro, essere bocciati a scuola, essere lasciati dal partner o da un amico, l’instabilità economica, la malattia. Ognuno di questi esempi è una minaccia che attiva la vulnerabilità e di conseguenza il potere del Critico. Il nostro compito è riconoscere sotto a questi attacchi il nucleo tenero, fragile e terrorizzato che giace dietro alle parole aggressive e giudicanti del Critico. La rabbia e la vulnerabilità sono due facce della stessa medaglia.

    Il Critico come genitore abusivo del nostro Bambino interiore

    Il Bambino interiore è la parte di noi che resta sempre bambina e che porta molte nostre emozioni, in particolare la vulnerabilità. Risponde più alle energie che alle parole, ed è sensibile, delicato; porta le nostre emozioni più profonde. Vi sono altri aspetti del Bambino: la spontaneità, il bisogno, la timidezza, il gioco, la paura, il contatto con il mondo magico, il senso di avventura. Il Bambino Interiore può essere molto arrabbiato con noi o con gli altri se si sente trascurato o maltrattato. Come abbiamo già detto, viene sepolto presto nel processo di crescita: il mondo non è sicuro per la sua sensibilità. Il Critico si attiva per proteggere il Bambino, per evitargli dolore e ferite; tuttavia per fare questo assorbe tutti i messaggi negativi, le ingiunzioni, le critiche, i sensi di colpa e di vergogna e li butta addosso al Bambino prima che lo facciano gli altri. Se poi i genitori reali sono stati a loro volta abusivi, il comportamento invisibile del Critico sarà dello stesso tipo, ma con un potere ancora maggiore per via appunto della sua invisibilità. Vi sono molti modi attraverso i quali la parte bambina può essere abusata, e alcuni sono sottili. Se attirate persone abusive nella vostra vita, siate certi che il vostro Critico Interiore è altrettanto abusivo dentro. Se siamo inconsci di questo, non ci separiamo dal Critico e siamo catturati in uno stato di Vittima. Non sappiamo proteggerci. Diventiamo vittime del mondo. C’è una crudele ironia nel tema dell’abuso del Critico: tutto sta avvenendo dentro di noi, e neppure lo sappiamo! Una volta che abbiamo riconosciuto l’aspetto abusivo del Critico sul Bambino, possiamo uscire da questo circuito, imparando a diventare noi il genitore del nostro Bambino. Finora, è stato il Critico ad occuparsene e l’abuso era l’unico modo che conosceva. Ovviamente, noi possiamo diventare i genitori anche del nostro Critico, perché separandoci da lui siamo nella posizione di poter gestire la sottostante ansietà che lo caratterizza. Possiamo far sapere al Critico che abbiamo una buona conoscenza e possiamo fare scelte e anche possiamo commettere errori senza sentirci sommersi dall’inadeguatezza.

    Il Critico e i rapporti

    Siccome ha avuto il suo sviluppo nei rapporti, il Critico è un’energia personale, legata alle relazioni: la sua domanda e preoccupazione favorita è: “Cosa ne pensa la gente?”. Questo sé è molto orientato verso le persone, ed è nelle nostre interazioni che si attiva maggiormente. Il Critico guarda sempre gli altri per immaginarsi come dovremmo essere: non si preoccupa di guardare dentro, di ascoltare i nostri bisogni profondi, la nostra individualità di esseri umani. La sua preoccupazione di fondo è l’impressione che faremo agli altri. Dietro, vi sono paure di non accettazione, di abbandono, di non essere amato.

    Questa preoccupazione riguardo agli altri si estende anche a Dio: per molti è estremamente importanti comportarsi come Dio vuole da noi. Prima di tutto, seguire una vita spiritualmente corretta rassicura il Critico: fornisce una via chiara, delle regole chiare e dipende da noi seguirle: se questo è il nostro approccio alla spiritualità, il Critico ci sosterrà su questo cammino. Poi, c’è il tema del “dopo-morte”: molti Critici si impongono una dura responsabilità nel mantenerci sulla retta via, cosicché il giudizio finale sia favorevole: è sorprendente vedere quanti Critici hanno questa preoccupazione di portarci in paradiso, anche in persone che consciamente hanno rigettato la religione tradizionale e anche abbandonato le pratiche religiose insegnate nell’infanzia.

    Come già detto, la radice fortemente interpersonale del Critico si nutre originariamente dei giudizi delle persone importanti della nostra infanzia e vita: così, possiamo aver sviluppato un Critico le cui raccomandazioni echeggiano quelle dei nostri genitori e prime persone importanti, oppure possiamo esserci ribellati e aver adottato il punto di vista opposto: in questo caso, portiamo le energie rinnegate della nostra famiglia. Ad esempio, i genitori di Enrico sono molto perfezionisti, tanto che è impossibile accontentarli: così, Enrico smette di farlo. In più non gli piace come loro sono, perciò perché dovrebbe tentare di essere come loro? Così, Enrico invece di sviluppare una personalità perfezionistica va nella direzione opposta: diventa rilassato e finanche impreciso nel suo modo di fronteggiare la vita. I suoi sé primari giudicano le persone troppo efficienti, e pensano che il perfezionismo sia un follia, La vita deve essere goduta e tentare di renderla perfetta è uno spreco di tempo. Quindi, i sé primari di Enrico sono quelli rinnegati della famiglia: il suo Critico Interiore lo giudicherà se tenterà di esser perfetto - salvo che, in condizioni di stress come la perdita del lavoro, potrebbe anche essere capace di rovesciare il suo ruolo e di criticarlo per essere troppo pigro, anche se non è il suo orientamento primario (questa modalità- paradosso è nota in psicologia con il nome di “doppio legame”).

    Oggi, o almeno nelle ultimissime generazioni, il Critico ha sviluppato un altro ruolo riguardo ai rapporto; anni fa, le persone si fidanzavano e impegnava in rapporti di coppia semplicemente perché era arrivato il momento: non c’era alcuna preoccupazione riguardo al fatto di essere o meno pronti a ciò: se si sentiva questo interesse, si presumeva di essere pronti. L’aumento del divorzio negli ultimi trent’anni ha mostrato che non si è pronti automaticamente, e molte persone si chiedono se sono o meno pronte per un rapporto durevole. Il Critico si è preso questa nuova consegna. Al di sotto, si sente vulnerabile: è terrorizzato all’idea che l’altra persona ci trovi non giusti, che la relazione non duri, che alla fine saremo abbandonati. Tuttavia, quando è il Critico che si dà il ruolo di valutare se siamo o meno pronti a un rapporto, possiamo immaginare come andrà a finire: non passeremo mai il suo test! Prima di pensare a un rapporto impegnato, dovremo, a suo avviso, perdere peso, rifarci il naso, trovare un lavoro migliore in modo da poter affrontare le spese di una famiglia, prendere un’altra laurea... Non siamo emozionalmente pronti. Dobbiamo metter ordine nel nostro cervello in modo da non ficcarci in relazioni codipendenti. Dobbiamo imparare a essere intimi. Non sappiamo ancora stabilire confini sani. Non siamo abbastanza responsabili. Siamo troppo responsabili. E così via...

    Trasformare il Critico Interiore

    Uno dei principi fondamentali per imparare a lavorare con il Critico è quello che chiamiamo il principio della conversione: cioè la capacità di convertire il nostro disagio ad un suo attacco nella comprensione della sottostante ansietà e paura che hanno motivato questo attacco.

    Le persone rispondono in modi diversi agli attacchi del loro Critico. Alcune non sanno cosa sta accadendo e semplicemente si sentono depresse: in questo caso, sono vittime del Critico e della vita in generale. Altri saltano all’attacco e, invece di sentirsi inadeguate e depresse, diventano giudicanti verso gli altri: un forte sé giudicante è un segno sicuro che un altrettanto forte Critico interiore sta operando al di sotto della superficie. Come abbiamo già detto, sono spesso le persone che sembrano più potenti e giudicanti ad avere un nucleo intensamente vulnerabile e auto-critico. Un terzo modo è quello di proiettare il Critico sulle persone nella propria vita che tendono a essere giudicanti: qui la battaglia sembra essere con le persone esterne, e il Critico può svolgere il suo lavoro all’interno senza essere riconosciuto. Si può così sentirsi ribelli verso le autorità esterne del mondo (spesso si sono avuti in questo caso genitori molto giudicanti). Un quarto modo di rispondere agli attacchi del Critico è di girarsi dentro e attaccare il Critico stesso; le persone che fanno così hanno un qualche senso della sua esistenza a livello interiore, e generalmente saltano dalla parte opposta diventando ribelli a qualunque cosa il Critico proponga da dentro. La presenza di un “genitore giudicante” esterno che stia dicendo al stessa cosa che il Critico dice da dentro rinforza la ribellione: così, la persona si ribella sia contro la figura genitoriale esterna che contro il suo Critico. Tuttavia, attaccare il Critico non serve a niente perché questa energia non se ne va; semplicemente, rimane sullo sfondo e aspetta per un altro giorno.

    Andare al di sotto del Critico

    Quello che vogliamo proporre qui è che l’attacco del Critico è in realtà un grido di aiuto. Vi fa sapere che, a qualche livello, questo sé è infelice, ansioso, profondamente preoccupato riguardo a ciò che state facendo o pensando o sentendo. Ha paura che sperimenterete dolore, abbandono, rifiuto. Per fare questo, per trovare in voi questo tipo di comprensione, dovete tenere presente come e perché il Critico è nato. Il Critico ricorda il dolore che avete provato quando i vostri sentimenti sono stati feriti; ricorda le umiliazioni e la vergogna che avete sperimentato, e come era terribile; ricorda le ferite di quando siete stati derisi, abbandonati. Farà ogni cosa per aiutarvi ad evitare quella pena, anche se questo significa distruggervi. Il Critico sempre “siede” sulla testa del Bambino Interiore, cercando di tenerlo nascosto così le cose funzioneranno. Il Critico non può arrivare da noi e dirci: “Mi sento molto vulnerabile rispetto a ciò che mangi: ho paura che ti ammalerai e non potrai lavorare, e questo mi terrorizza”. Questo è il tipo di cose che il Bambino potrebbe dirci; invece, il Critico, sempre buttando da parte la nostra vulnerabilità, ci dice con il suo tono razionale, freddo e giudicante: “Sei una fogna. Quando mai imparerai a controllarti? Questo cibo è un veleno per te: solo, tu sei troppo debole”.

    Quando riusciamo ad applicare il principio di conversione e andare al di sotto, toccheremo finalmente la sua vulnerabilità, e sentiremo la sua voce, totalmente diversa, che ci dirà come sta male riguardo a ciò che mangiamo e come è spaventato all’idea della malattia, e di come si sente confuso riguardo a tutte le informazioni conflittuali che ci sono sull’alimentazione... Allora possiamo parlargli con compassione - non più come sue vittime.

    Le qualità del Critico Trasformato

    Cosa accade al nostro Critico Interiore quando l’Ego Consapevole comincia a fare il suo lavoro? Come nelle favole, si trasforma. Quando il vostro Ego Consapevole si assume la responsabilità della vostra vita e il vostro Critico Interiore non deve più sentirsi così in ansia, ha la possibilità di usare i suoi molti talenti in un modo nuovo, di sostegno. Riesce a sviluppare una consapevolezza dei vostri bisogni e li prende in considerazione, quando vi offre il suo consiglio; vi protegge e protegge la vostra creatività. Quelli che hanno qualche familiarità con la psicologia junghiana possono notare qualche somiglianza tra il Critico Interiore e l’Animus: l’Animus negativo si trasforma in Animus positivo.

    La mente oggettiva

    Il Critico ha sempre avuto la capacità di analizzare - qualsiasi cosa! La sua intelligenza è notevole. Quando si trasforma, mantiene la sua intelligenza, ma ora la sua analisi e la sua valutazione non sono più giudicanti: ora è obiettivo, e le sue osservazioni sono di discriminazione piuttosto che di condanna. La chiave qui è che non ci sentiamo più minacciati quando il Critico finisce i suoi commenti. Non ci sentiamo più come se stessimo sempre sbagliando; non sentiamo di aver perso la nostra ultima opportunità di avere successo nella vita.

    Il Critico ha ora la qualità di una mente obiettiva, capace di discernimento; è razionale e vi aiuterà a pensare chiaramente: può rivedere un lavoro e, senza giudizio, evidenziare cosa era buono e cosa no; vi può mostrare cosa mancava o cosa poteva essere fatto differentemente. Come Mente Obiettiva, tende ad essere abbastanza impersonale e può anche considerare argomenti carichi di emotività e analizzarli. Può osservare il vostro comportamento e i suoi effetti sugli altri; può fornire informazioni sui diversi aspetti delle vostre relazioni interpersonali; può aiutarvi nel crescere i vostri figli. E’ di grande aiuto nello stabilire limiti e nel proteggere i vostri confini.

    Focalizzazione

    Un altro dono che vi può portare il Critico trasformato è la capacità di focalizzare la vostra attenzione. Le sue percezioni sono chiaramente focalizzate, anziché disperse. Ricordate come si può concentrare sul più piccolo dettaglio? Ora questa capacità può lavorare in vostro favore. Invece di focalizzarsi su cosa c’è di sbagliato, può portarvi questa capacità di concentrazione. Il Critico, a causa del suo approccio alla vita di tipo razionale, non è distratto dai sentimenti; perciò, può mantenere la sua focalizzazione nonostante le distrazioni. Con questa capacità, il Critico può portarvi la pazienza. Il Critico aveva una pazienza infinita nel passato, nel ricercare cosa era sbagliato, e ora può portare questa pazienza nel lavorare per voi piuttosto che contro di voi.

    Disciplina

    Lo scopo del vostro Critico era di farvi agire al meglio in modo che voi foste sicuri, amati e di successo nella vita. Come un alleato, il Critico continua a perseguire questo scopo: tuttavia, ora, la sua pressione affinché facciate meglio non è quella pressione continua e crudele che aveva prima. Quando si trasforma, il Critico diventa consapevole dei vostri limiti e delle vostre vulnerabilità. Perciò, le sue richieste saranno ragionevoli e il suo sostegno vi aiuterà a essere disciplinati nei compiti che vi date.

    Autorità

    Ricordate la incontestabile autorità del Critico? Le sue affermazioni suonavano come la assoluta verità. Quando il vostro Critico si trasforma, questa autorità ora è disponibile direttamente a voi, dandovi maggior potere nel mondo. Questa nuova autorità vi permette di presentarvi senza dubbi e esitazioni. Non dovete sapere tutto; la sua autorevolezza è a vostra disposizione: se vi ricordate, non era necessario che il vostro Critico urlasse o minacciasse: bastava un suo sussurro e voi ascoltavate...

    Coscienza

    Il Critico diventa capace di discriminare riguardo a questioni morali, a ciò che è giusto o sbagliato. Nel suo stato negativo, il Critico spesso ci tormenta suggerendo che siamo “cattivi”, irrimediabilmente nel peccato: sembra che non saremo mai abbastanza buoni da piacergli. Anche se le nostre azioni sono degne, il nostro Critico può giudicarci negativamente sulla base di eventuali pensieri o motivazioni. Un Critico trasformato può valutare oggettivamente le nostre azioni in termini etici o morali e aiutarci a prendere decisioni. Ognuno di noi ha un insieme di valori e un senso di ciò che è giusto o sbagliato; vorremmo tener fede a certi standard morali, anche se non sempre sappiamo chiaramente quali sono. Semplicemente non ci sentiamo bene dentro quando andiamo contro di essi. Il Critico trasformato può aiutarci a fare chiarezza e così a tenere fede ai nostri valori.

    Liberare la vostra creatività

    Ultimo, ma certamente non meno importante, noterete che quando il vostro Critico è trasformato la vostra creatività è liberata perché lui non la sta più bloccando. Potrete vivere la vostra vita creativamente e gioire del vostro processo creativo. Abbiamo sempre considerato il Critico come una delle più grandi interferenze al processo creativo: come possiamo vivere una vita creativa, con qualcuno dentro che ci dice che non funzionerà, che è lì pronto a commentare ogni nostro errore, a confrontarci con gli altri che lo fanno meglio? Un forte Critico mina il nostro coraggio evidenziando solo le nostre debolezze e inadeguatezze. Quando il Critico è forte, il solo modo sicuro per noi di vivere la vita è di essere esattamente come ogni altro e non tentare mai qualcosa di diverso. Quando il Critico si trasforma, può diventare un sostegno per la creatività: ci fornisce la focalizzazione, il discernimento, la disciplina che sono tutti elementi così importanti per ogni processo creativo. Agisce più come un buon genitore di un bambino creativo e pieno di immaginazione.