| FAQ |
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Con il termine giudizio si indica quel movimento interiore, fortemente colorato di emozioni, con il quale “teniamo a distanza” i sé rinnegati che proiettiamo sugli altri. Le persone che fanno scattare il giudizio negativo o l’ammirazione intensa presentano aspetti che sono espressione diretta dei nostri sé rinnegati. In tal senso il giudizio è lo strumento che ci aiuta a cogliere le parti di noi che non vogliamo vedere. Quanto più forte e colorato intensamente è il giudizio, tanto maggiore è il rinnego verso l’aspetto che giudichiamo. Un ego consapevole può sperimentare i sé opposti e scegliere, usando il discernimento e non il giudizio. “Un ego consapevole può essere selettivo in ciò che fa alla fine con queste diverse energie. Non può essere selettivo riguardo alla sua volontà di abbracciarle tutte. La scelta sta nella successiva azione che ne risulta, non nell'accogliere. Abbracciare una parte non significa diventare questa parte”. Ecco perché, nella visione del Dialogo, sopprimere il giudizio non è un’operazione salutare. Intanto, in realtà il giudizio non se ne va: semplicemente, affonda nell’inconscio e dà nutrimento al nostro Critico interiore, che internamente “sa” che noi giudichiamo comunque e quindi… ci giudica! Questo è un primo danno. Inoltre, sopprimendo il giudizio, perdiamo la possibilità di scoprire le parti di noi che abbiamo proiettato sull’altra persona e perdiamo una straordinaria occasione di cambiamento interiore. |