LETTURE


Tutti sogniamo, ogni notte, tre o quattro volte per notte. Quasi tutti non ricordiamo i nostri sogni, a meno ché non siano stati particolarmente impressionanti, come gli incubi: ma in questo caso cerchiamo di dimenticarli il più in fretta possibile, li cataloghiamo come "brutti sogni"; anche se qualche frammento è ancora vivo al primo risveglio, il gesto stesso di aprire le palpebre e sintonizzarci mentalmente sul quotidiano, sugli impegni della giornata, ce lo fa svanire come neve al sole.

Il sogno ci sta aiutando comunque, anche quando non lo ricordiamo, dice Jung. Esso riflette ciò che accade a noi e alla nostra vita, usando un linguaggio particolare. E' come se ci fosse un centro guaritore interno, che si prende cura di completare ciò che abbiamo lasciato sospeso, di ripulire le energie, di ricaricarci e avvertirci. Decidere di lavorare con i propri sogni è un'esigenza che nasce dal profondo, un impegno che ha le sue tecniche e le sue modalità: il risultato di questo lavoro contribuisce a risvegliare e potenziare la creatività, regalandoci suggerimenti e indicazioni per la vita diurna. E' un viaggio affascinante

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TIPI DI SOGNO

Le classificazioni sono utili per dare una prima sommaria scorsa a questo argomento; è vero comunque che le categorie sfumano l’una nell’altra, che nel sogno i motivi si intrecciano e si fondono, che molto anche dipende dall’età e dal sesso del sognatore.

Sogni di compensazione: attraverso i quali compensiamo ciò che non abbiamo o che non facciamo durante la vita diurna. Ad esempio, sogni erotici per persone che in quel periodo non hanno una relazione. Oppure, il sogno di una persona molto disorganizzata e disordinata che sogna di essere impiegata e di dover archiviare e fare ordine fra montagne di documenti; oppure la persona molto rispettosa della legge che sogna di trasgredire in qualche modo (ad esempio fumando accanitamente il locali pubblici, ecc.). Ancora, il sogno della giovane sposa e madre, piena di impegni di famiglia, che sogna di viaggiare sola sulla sull’auto decappottabile che aveva quando era ragazza, in un’atmosfera di grande libertà e avventura. Questi sogni sono molto chiari delle dinamiche tra Voci Primarie diurne..) e Voci rinnegate.

Sogni ripetitivi: vengono incontro più e più volte: l’inconscio vuole mandarci un messaggio che noi non riusciamo ad afferrare. Il sogno resta abbastanza simile; (cfr. le sequenze di sogni)

Sogni comuni (o piccoli sogni): si intendono quelli portatori della nostra vita di tutti i giorni: ci danno un aiuto nella nostra esistenza giornaliera, completano le parti rimaste poco chiare, o non notate. Il linguaggio è spesso tratto dalla realtà, e impiega il materiale della nostra vita: sono i sogni che fanno da sfondo comune, che svelano il programma del nostro presente, e che tuttavia si inseriscono nella trama del nostro sviluppo personale, descrivono in modo pittoresco la nostra vita interiore ed esteriore.

I Grandi Sogni: sono quelli che portano immagini molto potenti, che ci ricollegano al mito, alla simbologia più generale e antica della storia umana. Sono più frequenti nella seconda metà della vita, ma a volte si hanno anche nell’infanzia. Un criterio per riconoscerli è che non possiamo fare a meno di parlarne... la loro qualità è così speciale che in qualche modo abbiamo bisogno di condividere questa esperienza. Sono carichi di un simbolismo spesso transpersonale, che cioè supera il livello del quotidiano e del personale: si entra con essi in una dimensione numinosa, si incontrano immagini archetipiche: il Vecchio Saggio, la Grande Madre, il Fanciullo, il Serpente e altri animali sacri... Sono sogni potentemente risanatori, ma spesso possono generare anche angoscia perché il loro potere è grande, abbiamo paura di maneggiarli: sono carichi di un grande simbolismo, spesso essenzialmente spirituale. Ci forniscono gli orientamenti risanatori presenti nella nostra vita.

I Sogni di conferma: ci restituiscono attraverso le immagini notturne i passi avanti che compiamo nella vita. La sensazione è piacevole, arricchente, ci si sveglia con un senso di fiducia verso ciò che si sta portando avanti. Ad esempio l’autore di un libro sogna che sta presentando la sua opera in pubblico, e che viene accolta con entusiasmo. Spesso in questi sogni l’Io onirico è più vicino all’ego consapevole.

Sequenze: spesso i sogni vengono in sequenza, ci ripresentano lo stesso tema con descrizioni talora diverse ma che sottendono un motivo comune, che si evolve a mano a mano che la persona si trasforma. E’ bello poter riconoscere e seguire lo svolgimento di un tema attraverso una sequenza, che può anche dipanarsi lungo mesi di lavoro. Per poterle riconoscere è indispensabile registrare i propri sogni su un quaderno.

Incubi: ci portano le energie più rinnegate, gli aspetti della personalità da cui più ci siamo allontanati. Quanto peggiore è un incubo, tanto più potenti sono gli aspetti rinnegati in azione. E’ chiaro che, sul momento, l’incubo ci terrorizza e non vediamo l’ora di uscirne, cosa che infatti spesso ci accade perché ci svegliamo immediatamente. Dopo, però, è bene fare un passo indietro e guardare il sogno con occhio più obiettivo: l’incubo porta una nostra energia rinnegata: nulla di meno, nulla di più. Così visti, gli incubi sono i nostri più grandi maestri, e dovremmo ringraziarli per quel che ci portano. Tutto sommato, se l’incubo è venuto a noi, vuol dire che siamo ancora in contatto con quell’energia inconscia, che c’è ancora possibilità di trasformazione e di integrazione. Integrare un aspetto vuol dire poterlo inglobare, opportunamente trasformato, nella nostra personalità: poterlo quindi esprimere, utilizzare o comunque esserne coscienti in modo che non ci saboti la vita. Il compito da effettuare con gli incubi è quello di evocare elementi guida che abbiano potere risanatore e nell’imparare ad affrontare le situazioni del sogno portandole a soluzione anziché lasciandole sulla soglia del conflitto (vedere più avanti nelle tecniche di lavoro sul sogno).

Sogni lucidi: il sognatore si rende conto che sta sognando, osserva il "sogno dentro al sogno". Alcuni di questi sogni sono più intensi e vividi di altri. L’Io onirico sperimenta una maggiore forza di volontà e capacità di azione.

CHE SENSO HA CATALOGARE I SOGNI?

Da un certo punto di vista, nessuno! Il significato del sogno non dipende dalla categoria alla quale lo possiamo attribuire, ma da ciò che possiamo imparare e sperimentare attraverso di esso. Se vogliamo scoprire nuovo materiale su noi stessi, mettiamo da parte tutte le categorie, per quanto utili, e impariamo a osservare il sogno come esperienza nuova e originale. Tuttavia, nella nostra realtà esteriore, come parte del processo di consapevolezza, le categorie possono aiutarci a muoverci più facilmente e a operare relazioni, collegamenti, trasformazioni. E’ importante sapere tuttavia che ogni categoria è solo una griglia di riferimento: quindi, debbono essere funzionali e applicabili alla realtà. Noi usiamo la griglia, non la griglia noi.

ALCUNI SIMBOLI DEI SOGNI

La casa: il tema è suscettibile di infinite variazioni. vivere in una casa e all’improvviso scoprirne parti nascoste; vivere in una casa piccolissima e priva di mobili e oggetti; trovare una nuova casa, tutta da esplorare, cambiare casa, ricostruire la casa...

La casa si riferisce alla personalità, è realmente un quadro della personalità in quel momento. Se ad esempio una parte della casa crolla, vi è un chiaro segno che vi sono profondi cambiamenti a livello inconscio, che dobbiamo ricostruire una nuova casa. E’ molto bello quando nella casa si scoprono nuove stanze, di cui neppure si sospettava l’esistenza, un nuovo spazio che si apre. Spesso nelle cantine della casa vi sono cose che ci spaventano: ci fa paura scendere nel suo buio, anche se ne siamo attratti...

C’è un sogno molto famoso di Jung, nel quale egli scendeva attraverso una botola e scopriva nel fondo della casa delle reliquie di tempi antichi: questo sogno fu per lui molto importante, segnò l’inizio del suo distacco da Freud e della formulazione della sua teoria dell’inconscio collettivo.

Spesso si sogna di ritrovarsi nella propria casa dell’infanzia. Nel proprio processo di crescita, si sta rivivendo una situazione psicologica, un rapporto con una persona che corrisponde a qualcosa di infantile. ci si può chiedere: verso cosa o con chi sto rivivendo una situazione come quella di quel periodo della mia infanzia? Verso cosa mi sto comportando come fossi ancora un figlio? Spesso il sogno è molto specifico in questo senso (riguardo al periodo: nel sogno abbiamo tre anni, o sappiamo che lì vivevamo a cinque anni ecc.). Nei sogni la casa si trasforma seguendo il nostro processo di evoluzione: c’è una donna che all’inizio del lavoro sul sogno sogna di vivere in una casa piccolissima, con una sola stanza con scarso mobilio, senza bagno; poi nel corso del processo si trova in una casa con due stanze, più luminosa, e alla fine viveva in una grande e bella casa, piena di begli oggetti antichi e magici, con molte stanze, alcune delle quali speciali e segrete (si ha quindi una sequenza di sogni su questo tema).

Alla cantina ho già accennato. essa affonda nel terreno, rappresenta l’inconscio personale. ed è già moto vicina agli strati ancora più profondi della psiche, cioè all’inconscio collettivo. Ciò che giace in essa non è ancora stato portato alla luce della coscienza. Spesso ci spaventa, scendere nella sua buia oscurità ci angoscia, i suoi pericoli ci fanno battere il cuore. Al tempo stesso ci affascina, c’è tanta ricchezza a nostra disposizione, che attende solo di essere portata alla luce.

La cucina è uno dei posti più amati dai bambini: assistere alla preparazione dei cibi, alla trasformazione che il fuoco opera sugli elementi ha qualcosa di magico. C’è un aspetto nutritivo, materno. La cucina è il regno del femminile, è il luogo della rielaborazione delle esperienze. C’è il sogno molto forte di una donna, molto identificata con il suo aspetto madre nutrice, che non si prendeva mai cura di sé, che accudiva i figli, già grandi e gli altri senza pensare alle sue necessità: una notte sogna di entrare nella cucina della sua casa, da cui sente provenire un gran baccano: lì, attorno alla tavola, vede seduta un sacco di gente, sia adulti che bambini, e tutti hanno il ciuccio o il biberon.. La donna fu molto colpita dal sogno, che le mostra chiaramente che il suo modo di trattare gli altri è troppo avvolgente, e oltretutto, impedisce ali altri di crescere, di prendersi le proprie responsabilità.

La stanza da letto è legata all’intimità, alla condivisione dell’intimità con un altro essere umano. E’ il luogo della sessualità e della vulnerabilità, lo spazio più intimo della casa, dove ci abbandoniamo al sogno, al sonno, dove ci rifugiamo quando siamo malati.

Il gabinetto compare molto spesso nei sogni, che vengono considerati sporchi o indecenti, mentre si tratta invece di una liberazione: ci si è scaricati, ripuliti. L’inconscio si libera degli elementi di scarto. Molto spesso consideriamo sporco ciò che non accettiamo. Le feci sono però anche collegate all’oro: pestarle, nella tradizione popolare, vuol dire che si riceverà del denaro. Vedi l’importanza delle feci per il bambino. Il letame feconda i campi, li rende fertili (laetamen, laetus, letame, lieto, hanno la stessa radice). Essere visti in bagno: da un lato, la paura che i nostri aspetti più nascosti siano visti da altri, ma anche la libertà che ci permettiamo di mostrarci senza maschera.

Le stanze segrete ci portano la magia e la paura di riscoprire qualcosa di noi. E’ un modo per cominciare ad avvicinarci a questo nucleo dimenticato, per un prossimo contatto.

Le scale collegano parti diverse della casa, creano connessioni; la scala a chiocciola è molto interessante perché è collegata all’idea di evoluzione: spesso compare nella seconda metà della vita.

L’automobile è una rappresentazione simbolica molto chiara di come noi ci muoviamo nel mondo, della nostra estroversione. Così come c’è una varietà infinita di auto tra cui scegliere nel mondo esterno, altrettanto accade nel mondo interiore. Così, nel sogno già citato della giovane madre e moglie, la scelta dell’auto decappottabile che guidava da ragazza, quando era libera, senza responsabilità e doveri, mostra quali aspetti la donna vorrebbe vivere e sta rinnegando (sogno di compensazione).

Questo processo di bilanciamento e di riequilibrio è tipico del sogno: gli aspetti della personalità che sono tagliati fuori dalla nostra vita ci compaiono nei sogni, ci avvertono della loro esistenza.

Possiamo stare guidando un’auto vecchia, insicura, con i freni che non funzionano bene: c’è qualcosa che è fuori controllo nella nostra vita? E’ importante tuttavia considerare sempre i due livelli, quello soggettivo e quello oggettivo di un sogno: se è vero che ogni parte del sogno riflette simbolicamente qualcosa di noi e quindi, in questo esempio, dei freni poco buoni, c’è un chiaro avvertimento che qualcosa è fuori del nostro controllo, è altrettanto vero che spesso i sogni ci danno messaggi chiari e oggettivi, che è bene non trascurare. Quindi, nel nostro esempio, è bene dare un’occhiata ai freni della macchina.

Spesso sogniamo di andare a grande velocità in auto, oppure di andare per strade dove guidare troppo velocemente può essere pericoloso: questi sogni ci ammoniscono: una parte di noi sta "spingendo sull’acceleratore" ci prendiamo troppi impegni, stiamo accelerando troppo il nostro passo. Il sogno ci dà un quadro chiaro. Oppure, al contrario, l’auto si ferma: restiamo senza benzina, oppure qualcosa si è rotto: siamo costretti a proseguire a piedi, a fare uso solo delle nostre forze. Per che cosa "non abbiamo più benzina"? Che cosa dobbiamo imparare a fare contando solo su noi stessi? Ancora, l’auto può essere guidata da qualcun altro, uomo o donna, conosciuto o sconosciuto: quale parte di noi sta in quel momento "guidando" la nostra vita? Come ci sentiamo al suo fianco?

Altri veicoli (treni, autobus, tram): rappresentano aspetti più tipici della vita collettiva: si è un viaggiatore tra gli altri, la guida è affidata a qualcun altro, su cui non si ha controllo. Arrivare in ritardo alla fermata del treno o dell’autobus è un simbolo chiaro: qual è l’appuntamento della vita al quale siamo arrivati, o rischiamo di arrivare, in ritardo? Dove stiamo ritardando il nostro sviluppo? A volte perdiamo il treno perché, alla biglietteria della stazione, ci siamo lasciai oltrepassare da gente in attesa. o ci siamo occupati di piccoli dettagli poco importanti: abbiamo disperso la nostra energia in mille piccole cose inutili, e ora il treno parte senza di noi, oppure lo afferriamo all’ultimo vagone, con grande fatica e angoscia. A volte ci si ritrova sul treno senza aver pagato il biglietto, e questo è accompagnato da un forte senso di angoscia, dalla paura di essere scoperti. Simbolicamente, il biglietto è l’energia che dobbiamo spendere nella vita quotidiana e nel processo personale. Gli altri viaggiatori sono elementi psichici della nostra personalità: sono aspetti più o meno riconosciuti che ci chiedono di essere osservati.

Ad esempio, un uomo sogna di arrivare in ritardo al treno: corre, riesce a salire aiutato da un viaggiatore che assomiglia a un suo collega di ufficio, uomo che gli sta cordialmente antipatico perché disordinato, impreciso, disorganizzato, "artistoide", come il sognatore lo definisce con un punta di disprezzo. Il sognatore è una persona molto ordinata, precisa, quasi pignola, con molto senso pratico. Sono proprio gli aspetti che disprezza, e che in sé ha rinnegato, che gli permettono di afferrare il treno all’ultimo secondo!

Trovarsi/cadere da un posto alto: è un sogno che è alla base di molti incubi: si è saliti molto in alto, non si sa più ridiscendere; si è su un’impalcatura altissima, si è sull’orlo di un precipizio, su un aereo che vola molto alto, ecc. La domanda può essere: rispetto a cosa sono finito troppo in alto? Sono troppo intellettuale, troppo razionale, troppo spirituale? Non sono più "dentro" al mio corpo? Dove non ho i piedi per terra? Perciò il sogno invita a ritrovare queste connessioni.

I sogni del volo: non su un aeroplano, ma realmente è la persona che vola, come Icaro. Questo sogno ha valenze diverse a seconda della personalità del sognatore: se cioè questi è una persona ben radicata, con i piedi per terra, o se è è un "volatore", anche nella vita diurna. La persona con i piedi per terra, solida, che sa prendersi cura di sé e della propria realtà sogna di volare: è un sogno di compensazione, ci porta nel mondo della fantasia, della spiritualità (l’aria è anche simbolo del pensiero, del mentale, delle idee e dello spirito). Se invece la persona è del tipo "volatore", legato alle fantasie, all’intuitività, con scarsa attenzione alla vita pratica il sogno diventa di avvertimento, ci fa porre attenzione su questa tendenza ad esser sradicati, a vivere troppo nel mondo della fantasia.

Spesso questi sogni del volo seguono i l processo di trasformazione della persona ed è molto bello assistere a questo allargamento delle potenzialità espressive.

Essere di nuovo a scuola, dover sostenere degli esami: questo è un sogno molto comune, speso quasi un incubo! Ci si ritrova a scuola, si deve di nuovo sostenere un esame, e non si è preparati: spesso, quasi sempre, l’esame riguarda un titolo di studio che il sognatore possiede già, la laurea, o più spesso l’esame di maturità. Il sognatore si ribella: ma io l’ho già fatto! io sono già... maturo, maestro, medico ecc. Perché diavolo devo ristudiare questa materia?

Ci sono due modi di vedere questi sogni: un primo modo è che in effetti non siamo facendo il nostro lavoro, non abbiamo, per così dire, "studiato la lezione": non sappiamo quello che dovremmo sapere. Questo può applicarsi al lavoro, o anche a situazioni domestiche o familiari: vi sono compiti che dovremmo svolgere e che invece tralasciamo. A livello psicologico, insomma, non stiamo facendo i compiti, e siamo sempre inchiodati nella stessa situazione.

L’altro punto di vista è che noi stiamo affrontando la vita "come se" fossimo ancora a scuola: la scuola, anche per chi l’ha vissuta come se non avesse grande importanza, ha invece segnato profondamente l’inconscio della maggior parte delle persone. Durante il periodo scolastico, dobbiamo seguire dei ritmi che ci vengono imposti dall’esterno, che non sono scelti: orari, lezioni, compiti da eseguire ecc. Più tardi nella vita possiamo continuare ad agire così, come se qualcuno dal di fuori determinasse il nostro ritmo, con una "pressione" come se fossimo ancora a scuola, come se altri ci imponessero cosa imparare, e come, e come interpretare la nostra vita: qualcun altro sta determinando il nostro destino. Quando, attraverso il sogno, possiamo renderci conto che non abbiamo più bisogno di questo, che lo abbiamo già fatto abbastanza, significa che è giunto il momento in cui possiamo determinare il nostro destino, le cose da imparare, e dare il nostro ritmo alla nostra vita.

Visti in quest’ottica, sono sogni che ci invitano a confrontarci col Critico e con l’Attivista.

I sogni dell’attivista: ci sono parecchi sogni che ci riportano a lui: essi arrivano per proteggerci proprio da un Attivista eccessivo, per bilanciare la sua energia. Ad esempio un sogno tipico è quando stiamo guidando la nostra auto, e da dietro un grosso camion comincia a spingerci, cosicché l’auto è letteralmente guidata dal camion, è fuori dal nostro controllo. Anche i sogni di incidenti sono tipici di questa energia. Il fatto è che questa energia comincia pian piano, poi prende sempre maggior piede dentro di noi, e nella nostra vita: questi sogni sono un campanello di avvertimento.

L’onda di marea: C’è un’onda che comincia a formarsi, molto grande: il sognatore è sulla riva, vuole scappare ma teme di non farcela. Il senso che si prova è un misto di paura e fascino, un senso di soggezione e potere. C’è una grande energia. L’acqua è l’inconscio, è il mondo emotivo. Qualcosa di enorme e potente sta per abbattersi su di noi; forse abbiamo troppo a lungo soffocato le nostre emozioni. Quando la persona è in un processo di trasformazione, spesso questi sogni cambiano. L’onda si forma, il sognatore riesce a raggiungere la collina e da lì assiste alla potenza dell’onda. Quando più elevata è l’onda, tanto più potente è l’emozione che la persona sta negando. Da qualche parte, l’emozione è bloccata, non può essere espressa. Quando l’emozione viene in qualche modo contattata, l’onda si trasforma: il sognatore può prendere finalmente contatto con l’energia positiva dell’onda, con il potere non più distruttivo ma trasformativo.

I cataclismi: naturali e non, sono anch’essi legati all’idea di cambiamento e trasformazione. Per lo più testimoniano che un importante mutamento della personalità sta avvenendo. Questo è un sogno tipico per le persone che sono avviate nel processo di trasformazione. Le forme sono le più diverse: ci può essere una guerra nucleare, un incendio, di foreste o città; talvolta sono cosi terrorizzanti che diventano come incubi, ma spesso le persone "sentono" in qualche modo che questi sogni portano qualcosa di speciale, non hanno la stessa qualità degli incubi (quelli con mostri, aggressori ecc.) Il fuoco e l’acqua sono qui simboli molto potenti: significano morte ma anche rinnovamento, rigenerazione; cancellano e portano via quello che è in superficie; in contadini usano bruciare le stoppie nei campi; l’allagamento della terra porta nuovo nutrimento affinché qualcosa di nuovo possa germinare e crescere.

Gli incubi: ho già accennato qualcosa nei diversi tipi di sogno. Qui vorrei aggiungere che i sogni visti prima, come l’onda di marea, i cataclismi, pur essendo spaventosi, sono in genere diversi dagli incubi per il tipo di energia che portano. C’è nel sognatore stesso un senso di rispetto e soggezione, al tempo tesso, per il potere e la forza del sogno; il contatto con le energie del sogno è in qualche modo più diretto.

Gli incubi sono frequenti nei bambini: un animale selvatico li insegue, oppure demoni, o mostri, o malfattori. I bambini subiscono durante il processo di crescita un’opera di socializzazione e di civilizzazione da parte dei genitori, della scuola, della società. Gli aspetti che non sono apprezzati dalla società vengono soffocati, repressi, perché non sono adatti alla vita di tutti i giorni. La aggressività, la sessualità, la spontaneità, il potere. Il processo è quasi inevitabile, anche se una maggiore consapevolezza da parte dei genitori potrebbe renderlo meno soffocante, meno traumatico.

Questi aspetti ricacciati a forza nell’inconscio subiscono una trasformazione. Quanto più vengono ingabbiati, tanto più diventano ostili. Ed effettivamente possono agire contro di noi, sabotando la nostra vita. Le donne, abituate da secoli a reprimere la loro aggressività, fanno spesso sogni dove un uomo aggressivo le insegue, cerca di entrare in casa, di aggredire, di violentare. Sempre diventiamo vittime delle nostre energie rinnegate.

Spesso gli incubi sono ripetitivi: l’inconscio cerca di trasmetterci un messaggio, di stabilire un contatto: ma noi non impariamo dal sogno, lo trattiamo da "incubo", appunto, vogliamo metterlo da parte e non pensarci più. E così l’incubo ritorna, ancora e ancora. Studiando i sogni di pazienti ammalati di cancro, alcuni ricercatori hanno individuato il motivo ricorrente di animali che vengono uccisi. Questi sogni cominciano addirittura nella prima infanzia, e ritornano con regolarità fino all’età adulta. Negli incubi spesso questi aspetti ci inseguono, ci attaccano sotto forma di guerrieri, di gorilla, animali mostruosi, uomini feroci. E’ bene riconoscere che queste energie sono nostre, ci appartengono, e stanno cercando di richiamare la nostra attenzione, di creare un contatto ed essere "ripulite". Lavorando con queste energie con le opportune tecniche, esse cambiano. Quanto più si fugge dal sogno, tanto più grandi e feroci diventano questi aspetti. E’ bene insegnare ai bambini che se incontrano animali feroci nel sogno possono ammansirli per esempio dandogli qualcosa da mangiare! E’ come nelle favole. Ad esempio, una bambina sogna un grande gorilla che la insegue, e per diversi sogni essa fugge inseguita da questa grande bestia. Poi una volta anziché fuggire, nel sogno essa si gira e lo affronta, e il gorilla si trasforma in una scimmietta che le salta tra le braccia.

I sogni del viaggio: sono in genere molto belli, ricchi, significativi. Che una persona ne sia cosciente o no, significa che un processo di trasformazione è in atto. Il viaggio può avvenire con mezzi di trasporto, o a piedi, lungo un sentiero, una strada. Spesso la strada si richiude dietro di noi, come a significarci che ormai possiamo andare solo avanti. A volte il sogno riporta difficoltà e ostacoli lungo il cammino, montagne e foreste: quando il sognatore si guarda indietro, e osserva il paesaggio, si chiede come ha fatto ad arrivare fin lì... Eppure è arrivato, il viaggio continua.

IL LAVORO SUL SOGNO

Non confondete la realtà interiore del sogno con la realtà esteriore
Non seguite alla lettera le indicazioni del sogno nella vita esteriore
Non "vivete" letteralmente i vostri sogni nel mondo esteriore
a meno che la situazione esterna non sia veramente propizia
Non evocate quello che non potete contenere

Anche il viaggio attraverso il mondo del sogno può continuare, essere parte della nostra vita. Vi sono tanti altri sogni, tanti altri simboli. Questa panoramica serve solo a incuriosire... La bellezza del lavoro sul sogno è proprio la sua creatività: a mano a mano che il nostro Io onirico, l’Io del sogno, diventa più attivo, più creativo nelle soluzioni e risoluzioni delle azioni del sogno, tanto più la persona diventa attiva e creativa anche nella vita diurna... è un processo affascinante, che non cessa di stupire.

Voler ricordare i sogni: usare una visualizzazione la sera prima di addormentarsi. La dimenticanza è anche un processo difensivo, perché ci evita di risperimentare qualcosa che abbiamo classificato come negativo: abbiamo visto tuttavia che non vi è nulla di negativo nei nostri sogni, neppure nei peggiori, sono tutte semplicemente energie che ci appartengono e che dobbiamo imparare ad integrare nella nostra psiche e nella nostra vita. Oppure: creare un proprio piccolo rituale; tenere un cristallo sul comodino, a cui affidare il messaggio del sogno. Essere creativi in questo!

Quaderno: avere sul comodino il quaderno è utile per buttare giù almeno le parole chiave subito al risveglio. Può essere utile tenere la pagina di sinistra per registrare il sogno, e quella di destra per scrivere i commenti, le osservazioni e i collegamenti che vengono in mente: con i fatti del giorno, gli incontri, altri sogni ecc. La pagina di destra può servire anche per disegnare una scena del sogno, o un simbolo apparso in esso che ci ha colpito. E’ bene dare un titolo al sogno.

Tempi: ci vuole almeno una mezz’ora per scrivere il sogno e qualche commento. Si può scegliere un sogno alla settimana su cui lavorare più profondamente, e questo può prendere un’ora e mezzo o anche due.

Tecniche di lavoro sul sogno: ve ne sono tantissime. Dipende dal tipo di sogno e dal tempo a disposizione. Un modo rapido e molto significativo è:

1) Seguire l’Io onirico

a) Cominciamo a descrivere quello che l’Io onirico  fa o non fa, sente o non sente. L'io onirico è la parte di noi che vive il sogno, quella con la quale ci identifichiamo nel sogno; in genere, coincide con il nostro Ego Operativo, o comunque con i sé primari in azione in quella situazione. Oggettiviamo cioè il suo comportamento. Poniamoci perciò domande del tipo:
- cosa sta facendo l’Io onirico? (fare)
- quali sono le sue sensazioni? (essere)

Perché è così importante lavorare seguendo l’Io onirico?
Perché diventa una "palestra" creativa per la nostra vita. Impariamo a diventare più creativi rendendo più creativo (più consapevole) l’Io onirico attraverso il lavoro sul sogno. Se il comportamento dell’io onirico è negativo, distruttivo, impaurito, possiamo ad esempio osservare se anche nella realtà esteriore agiamo in questo modo. Possiamo allora concentrarci sul sogno e vedere quali altre dinamiche erano possibili, quali altre scelte avremmo potuto compiere. Dietro le azioni dell’io onirico ci sono i suoi (nostri) credi. Se ad esempio l’Io onirico fugge davanti a qualcuno, ci può essere uno stato di paura dietro che dice: "Non sono abbastanza forte da confrontarmi con i nemici". Con il lavoro sul sogno posso cominciare a mutare questo credo e quindi il mio atteggiamento. Fuggite, e il nemico vi conquisterà; affrontatelo, e spesso riceverete aiuto. Con il metodo di seguire l’Io onirico per una sequenza di sogni si scopriranno molti altri atteggiamenti nostri che determinano le nostre scelte.

2) Imparare a porsi domande

Dopo la fase di oggettivazione, si possono porre domande di tipo più personale. L’elenco seguente può aiutare a capire che tipo di domande possiamo farci. Anzi si può usare questo elenco per scorrerlo e scegliere, rispetto a un sogno, quali domande ci attirano (è anche poi interessante vedere quali invece stiamo evitando accuratamente: spesso tendiamo a evitare ciò che ci può essere penoso, ma che in seguito potrebbe rivelarsi purificatore. Perciò, se sentite ripulsa verso una domanda, forse è proprio una importante da porsi...).

- Qual è in questo sogno, l’energia che sostiene e risana?
- Qual è il nemico?
- Quali sono le qualità che giudico del mio nemico?
- Cosa viene ferito in questo sogno?
- Cosa viene risanato in questo sogno?
- Cosa vorrei evitare in questo sogno?
- Quali azioni questo sogno mi sta suggerendo di prendere in considerazione?
- Cosa vuole da me questo sogno?
- Perché ho avuto bisogno di questo sogno?
- Perché sto agendo, nel sogno, in questo certo modo?
- Perché non mi comporto così nella vita?
- Perché questo personaggio mi è venuto proprio in questo sogno?
- Cosa accetto, con questo sogno?
- Quali sono le qualità che ammiro e rispetto alle quali mi sento inadeguato, in questo sogno?

3) Usare il Dialogo per far parlare i personaggi del sogno

Questo è un metodo da sperimentare, all'inizio almeno, con un facilitatore che vi guida in questa esplorazione. Si inizia con il "rientro" nel sogno per riviverlo in modo diretto, poi ; il Facilitatore aiuterà a individuare il personaggioo i personaggi (ma anche gli oggetti o gli animali o le parti del paesaggio)   con cui dialogare. Questa tecnica è molto usata all'interno del Dialogo delle Voci. La seduta prosegue normalmente, separandosi dal sé individuato attraverso il sogno come per gli altri intervistati per "via" normale.

4) L’approccio poetico al sogno

Vi sono sogni nei quali è facile individuare che la tecnica migliore è il Dialogo: vi sono situazioni d’azione, personaggi, incontri e scontri, ecc. Vi sono invece altri sogni che manifestano una "unità" interna che anche ad un inesperto suscita un senso di rispetto, di silenzio. Sono sogni dove ad esempio si è cullati nello spazio, o si osserva dall’alto un’onda di marea, ecc. A volte sono sogni a carattere numinoso. La caratteristica di questi sogni è un aspetto poetico, misterioso, che li rende diversi dagli altri. In questo caso il lavoro con il Dialogo si rivela riduttivo, va a spezzare una magia interna che deve invece essere preservata. In questo caso può essere più utile fare semplicemente un rientro nel sogno e riviverne l’intensità. Oppure, si può tradurre il sogno in forma artistica. Questo ha il vantaggio di farci risperimentare il sogno. Non è necessario interpretare un sogno per esprimerlo artisticamente: è bello lasciarsi semplicemente andare ad esso e sarà da questo fluire col sogno che scaturirà - che ne siamo consci o no - il suo significato. Tutte queste tecniche fanno parte del lavoro di attualizzazione del sogno, e non di interpretazione.

Esempi di lavori artistici:

- lavorare con pittura/scultura/collage (lasciamo che siano le immagini a venire a noi: non è un processo concettuale, ma emotivo)
- esprimere il sogno sotto forma di poesia o di racconto
- risperimentare il sogno attraverso la musica e la danza