Articoli 2012

Il bambino magico

Scritto da

“Disse Trilly a Peter Pan:
Io sono in quella zona tra sonno e veglia,
quando ti ricordi ancora i sogni, 
lì ti amerò,
lì è il mondo delle fate,
lì i sogni diventano realtà.”

Il traning autogeno, questo sconosciuto

Scritto da

Conoscere se stessi è forse la cosa più importante della nostra esistenza, perché solo sapendo chi si è veramente si è in grado di utilizzare le risorse adeguate ai nostri obiettivi. Questo bisogno di consapevolezza è sempre stato presente in me; già da bambina mi facevo domande tipo “E’ questa la vera vita oppure è quella dei sogni?” E mi davo anche la risposta: “E’ questa, perché è in questa che me lo chiedo!” La stessa considerazione che ho trovato in seguito anche in Cartesio….(“cogito ergo sum”)! Prima di scoprire il Voice Dialogue, che considero la via regia alla consapevolezza e all’integrazione, avevo utilizzato con successo ilTraining Autogeno. Come il Voice Dialogue, il T.A. è un sistema per conoscere, sviluppare e riequilibrare se stessi, ma con un diverso procedimento.

Convergence 2012

Scritto da

Convergence 2012* si è svolta nel castello di Meridon, luogo fantastico e suggestivo immerso in una foresta a sud di Parigi. Quando, alla fine del 2011 è arrivato l’invito ad iscriversi da parte dei colleghi francesi, ho pensato che finalmente avrei avuto l’occasione di uscire dai confini del Voice Dialogue italiano per confrontarmi con professionisti di altri paesi e per conoscere altre realtà di lavoro. Sono stata entusiasta e motivata ed ho vissuto i mesi prima della data di partenza con grandi aspettative e grande curiosità. 

Una lettera di Hal Stone

Scritto da

Caro Hal,
è molto tempo che non ci vediamo. Spero che tu e Sidra stiate bene. Ho una breve domanda. Dopo aver lavorato con il vostro metodo per anni, mi sembra di essere arrivata a un punto dove “Dio” e “guide spirituali” non esistono più, perché erano probabilmente proiezioni/sé rinnegati che avevo posseduto/rivendicato/integrato. Non sembra più esserci alcuna autorità al di fuori di me stessa. L’ultimo passo di questo graduale sviluppo è stato assistito, sostenuto e chiarito dal metodo e dagli scritti di Robert St. John (“Metamorfica”, un derivato della riflessologia). Cosa interessante e sorprendente, questo sviluppo sembra anche aver cancellato/distrutto la dinamica di vincolo negativa che esisteva da molto tempo tra il mio partner e me. Che tu sappia la mia esperienza è comune a quella di altri praticanti del Voice Dialogue? Ti sarei molto grata se rispondessi. Amore e Luce,
(nome nascosto su richiesta)

La mia esperienza con il VD

Scritto da

Desidero dare una testimonianza personale di come il Voice Dialogue (VD) abbia agito nella mia vita e come mi accompagna nelle scelte quotidiane.

Mi sono accorta, ad un certo punto, che la mia esperienza è comune o simile a quella di molti altri, anche se all’inizio dell’esplorazione di me, mi sentivo diversa… ferita… e sola… nei miei inviluppi, dolori e segreti. Per ognuno c’è un evento specifico, tra i tanti che lo circondano e ne sono la conseguenza. Questo evento si trova nel profondo… prima lo si sfiora… poi si tocca… poi si penetra…assaporando le emozioni ad esso collegate… prima temute… forse persino dimenticate dalla coscienza all’inizio del viaggio.

Il rito

Scritto da

Cos’è un rito? Ognuno di noi può avere risposte diverse a questa domanda, risposte influenzate dal sentimento religioso, dal vissuto personale o da altro ancora.

Le molte religioni, passate e presenti, hanno ben chiara l’importanza del rito, il suo valore simbolico e il forte impatto che questo ha sulle persone; proprio per essere così presente in ambito strettamente religioso, spesso siamo oggi portati a pensare che al di fuori di questo ambito il rito non abbia ragione di essere. 

Riflessioni sulla vulnerabilità

Scritto da

Susan è una donna di successo, indipendente: si è fatta da sola ed è orgogliosa di questo. E’ chiaramente una persona in contatto con il suo potere, responsabile della sua vita. E’ anche molto giudicante verso le persone deboli, troppo sensibili o bisognose: pensa che non sono capaci di reggersi sulle proprie gambe. Un mattino presto Susan si sveglia con l’immagine di un sogno che la disturba molto ma di cui non riesce a liberarsi in nessun modo. Nel sogno lei era nella sua cucina per prepararsi la cena. Apriva il frigorifero e con orrore vedeva una bambina piccolissima rannicchiata sul ripiano superiore. La bambina era blu dal freddo, probabilmente morta e sembrava che fosse lì da diverso tempo. Susan sapeva che era colpa sua, che quella bambina era affidata a lei.

Il mago di Oz 2° parte

Scritto da

Dunque lo spaventapasseri, l’uomo di latta e il leone codardo sono i Sé primari che si sono assunti il compito di accompagnare e proteggere il Bambino Interiore lungo il suo viaggio. Ma i Sé primari sono soltanto una parte della personalità: l’altra è costituita dai Sé rinnegati, che tipicamente nelle fiabe si presentano sotto forma di nemici da combattere e sconfiggere. A livello psicologico infatti questi Sé sono praticamente ignoti ai loro possessori e vengono proiettati al di fuori, nelle fiabe sotto forma di streghe, mostri e altri strani esseri. In questo senso i Sé rinnegati corrispondono all’Ombra di Jung, ricettacolo di tutte le parti represse e rimosse della personalità. Il fatto è che queste parti non sono né migliori né peggiori rispetto a quelle accettate: è soltanto l’incompatibilità rispetto all’ambiente famigliare che ne decide la rimozione e ne sancisce il carattere “mostruoso”.

Il mago di Oz

Scritto da

E’ noto come secondo Jung i modelli archetipici si rivelassero in modo evidente ed importante soprattutto nei sogni e nelle fantasie, oltre che nei prodotti dell’immaginazione, tra i quali possiamo senz’altro annoverare le fiabe. Nelle fiabe il viaggio e le imprese del protagonista riflettono, secondo Jung, il processo di scoperta e di integrazione della psiche, da lui denominato processo di individuazione. La psicologia del Voice Dialogue,introdotta negli Stati Uniti dai coniugi Hal e Sidra Stone, deriva dal modello junghiano ma propone un modello di sviluppo della personalità leggermente diverso e senza dubbio più semplice. Vorrei quindi proporre la lettura in chiave psicologica di una fiaba secondo questo modello, onde mostrare come esso si possa adattare straordinariamente bene a operazioni di questo tipo. La fiaba in questione è quella, bellissima, del Mago di Oz.

La malattia come maestro

Scritto da

INTRODUZIONE

Se di qualcosa possiamo essere certi nella vita è che, prima o poi, ci capiterà di ammalarci e, ancor più di sicuro, che a un certo punto moriremo. La malattia e i nostri sentimenti per la morte ci condizionano in diversi gradi e in vari modi. Prendere un raffreddore non ci destabilizza più di tanto. Ammalarsi di cancro, al contrario, è un evento di enorme portata capace di cambiarci la vita.

Autostima

Scritto da

Molte delle nostre energie giornaliere sono assorbite dallo stress procurato dal desiderio di ottenere riconoscimenti per la nostra persona nei diversi ambiti della nostra vita: personale, familiare e professionale. Nella nostra cultura si sono create molte aspettative nei nostri confronti e ad esse sono stati affiancati diversi modelli a cui fare riferimento considerati come una sorta di “necessario modo di fare/essere” per essere accettati dagli altri. Sempre più la richiesta è quella di assomigliare a qualcuno piuttosto che realizzarsi in base ai propri desideri ed alle proprie inclinazioni o talenti. Ma vediamo dove ha avuto inizio questo processo a livello personale e come si riverbera nel nostro quotidiano e nella cultura della società intera. 

Accesso utenti registrati

Scarica la brochure VDI

Scarica la nostra brochure!

Newsletter VDI

Iscriviti alla nostra newsletter!

CONTATTI

Associazione Voice Dialogue Italia
via Carlo Marx 15/F
06011 Cerbara, Ciattà di Castello (PG)
Tel. 339 8938764 - 392 8838177
Codice Fiscale 91197230377
Email: info@voicedialogue.it

Privacy Policy e Cookie Policy