VOICE DIALOGUE E LA STORIA DELLA VITA
di Fernanda Abiuso
Mia madre, ormai anziana, per l'effetto di una anestesia richiesta da un intervento chirurgico ha perso parte della sua lucidità mentale. "Passerà- ha detto il medico del reparto- ma non sappiamo mai con certezza quali più o meno piccoli danni rimangano nella fitta rete di capillari che irrorano il cervello e che forse iniziano, anche per questo apporto chimico, a cedere nel funzionamento.
Le cose che ha allora cominciato a dire erano irrazionali, ma con apparente connessione logica nell'articolazione del discorso. Sovrapponeva luoghi e persone noti a fatti e relazioni inesistenti nella sua reale esperienza di vita, ma non in sé assurdi. Il fatto che io la conoscessi mi permetteva di distinguere il reale dall'impossibile, ma se un estraneo avesse ascoltato avrebbe anche potuto crederle. Questo miscuglio delle immagini della sua mente, poi lentamente regredito, la portava a creare scene di aggressione, pericolo, violenza. Parte di queste erano violenze contro la donna, indirettamente sessuali.
Mia madre ha nella sua vita avuto un forte senso del decoro, del pudore, del controllo delle parti istintuali. Quella sorta di fantasia relativa alla sessualità che sprigionava le storie che mi andava raccontando mi lasciava strabiliata. Non era la licenza che si attribuisce talvolta alla vecchiaia, scambiandola per mancanza di freni inibitori. Con gli anni si impara la libertà di dichiarare le cose apertamente, di non avere bisogno di fingere con giri di parole. Si può vedere chiaramente attraverso i fatti che vengono narrati quale è la la loro trama.
Un pensiero si è fatto strada: avevo la sensazione che, attraverso questi mondi confusi, stessero affiorando visioni di paura rispetto al mondo esterno. Come se si fosse liberata l'ansia che la solitudine stava trasformando in timori
Ho cominciato a dirmi che allora i problemi bisogna affrontarli e risolverli prima, in tempo utile perché le difficoltà degli anni, gli eventuali incidenti che la vecchiaia più facilmente ci porta non ci trovino impreparati, incapaci di metabolizzare i pensieri non più utili che ci accompagnano, di lasciare andare i legami con chi magari è già molto lontano da noi o non è più, gli stili di vita che non ci sono più funzionali e che interferiscono con i processi di cambiamento del nostro corpo.
Bisogna "aggiustare tutto prima", prima che sia troppo tardi per evitare di scivolare in questi deliri del disagio che, certamente sottolineato dagli anni, ci ha comunque accompagnato anche prima. Forse in questi deliri vedevo alcuni rinneghi e come dice Sidra Stone, non arriva forse il momento in cu i vecchi Sé primari vanno abbandonati perché forse non ci servono più e allora non verranno forse in superficie quelli rinnegati?
Rimane che comunque sono convinta che sia molto utile fare, come dire, un'opera di revisione dell'esistente ad un certo punto della vita. Riguardare indietro alla propria esperienza, cosa molto utile in ogni momento di passaggio, per ripulirla dalle possibili interpretazioni vittimistiche, per colorarla di una luce omogenea di significato che si dipana nel tempo, creando la nostra unica storia individuale, che sistema gli eventi, le persone, gli incontri, le casualità in un tessuto di cui vediamo chiare le trame.
Con l'aiuto della scrittura e di visualizzazioni possiamo rivivere intensamente e nei dettagli momenti passati e ritrovare quali Sè ci hanno animato in questo o quell'episodio; possiamo recuperare nel ricordo parti energetiche che abbiamo abbandonato per strada perché altre erano le priorità, o perché qualche rimprovero del Critico Interiore ci ha messo in allarme; possiamo rileggere ed accogliere un comportamento nostro o altrui che ricordavamo sgradevole, spostando così il nostro punto di vista, acquistando uno spazio più ampio di lucidità e consapevolezza che ci aiuti verso momenti di maggiore serenità.
E non è detto che questo serva solo se stiamo avanzando negli anni.
Un lavoro guidato di 'revisione dell'esistente' può essere un valido sostegno in ogni momento di cambiamento, di scelta difficile, di trasformazione personale o del contesto in cui siamo inseriti, anche in momenti felici in cui una novità ci richiede un qualche processo di adeguamento.
Anche se non abbiamo momentaneamente le idee chiare su 'chi siamo' e 'dove andiamo' fare il punto della situazione può permettere a nostre qualità un po' offuscate, a nostri talenti non ancora ben decifrati di emergere più evidenti alla nostra consapevolezza.
Può bastare un piccolo aiuto, qualche momento di guida in questa ricerca e la capacità di credere che la natura ci ha dato alla nascita molti più potenziali di quelli che magari fino a questo momento siamo riusciti ad esprimere, per permetterci di ripartire con un passo più spedito, un senso della direzione più chiaro, quale che sia il viaggio che ci aspetta.
Vi propongo un esempio di lavoro.
Chiedo di scrivere un episodio della propria infanzia in cui si sia manifestata una situazione conflittuale con un familiare.
" C'era la recita della scuola, tutti in classe ci stavamo preparando. mi avevano affidata una parte che non mi piaceva troppo. Non mi attirava molto recitare. Comunque arriviamo al giorno della rappresentazione. Entro in scena come da copione, poi, al termine della nostra recita mi faccio avanti sul palco e mi metto a cantare una canzone. Era la cosa che massimamente desideravo e mi viene molto bene. Alla fine tutti applaudono e mi lanciano caramelle per esprimere il loro apprezzamento! Ero molto piccola, sono stata un po' stupida a mettermi a cantare, nessuno mi aveva autorizzata. ma la cosa peggiore fu quando, tornata a casa, mia madre mi rimproverò malamente perché avevo raccolto una caramella e l'avevo mangiata. Non si doveva raccogliere da terra e mangiare!"
Vedete che il magnifico momento in cui la bimba sente forte l'impulso di mostrare a tutti che sa fare bene una cosa che non era stata messa in copione e che viene apprezzata da tutti, comincia ad essere sminuito dal sottile intervento del critico che le fa dire 'stupida'. L'episodio felice di affermazione è stato, nel ricordo, contaminato e privato della sua portata positiva dal rimprovero che segue e che non riguarda quella azione in sé, ma il fatto di avere mangiato una caramella raccolta da terra. L'energia o Sé che qui vogliamo sottolineare è questa sana istintualità che dà la forza di manifestare quello che si sa fare quando se ne presenta l'occasione.
Un'altra energia o Sé più adulto e 'salutista' potrà poi occuparsi di cosa è igienico mangiare o no. Ma le due cose sono scollegate: la bambina piccola non era tenuta a sapere regole igieniche o per lei non erano ancora importanti. Ma la donna adulta che ha scritto questo ricordo ha riconosciuto questa energia che sa fare d'istinto e ha visto come poter tenere con sé, a sostegno, il ricordo di questa bimba che decide di cantare da sola sul palco,ripulendolo degli aspetti negativi portati dal rimprovero della madre.
Questa energia istintuale è un dono di questa bambina che ha rischiato di essere negato in questo episodio, con la conseguenza di essere a lungo cacciata fra le energie da rinnegare, togliendo così spontaneità e forza alla persona.
Si può lavorare su varie autobiografie: il mondo delle relazioni familiari, del lavoro, della vita sociale, dei viaggi, delle letture, delle svolte della vita . Ogni segmento di questo processo può esplicitare un potenziale disponibile per creare nuove azioni e guidare verso il continuo processo di integrazione che la nostra anima vuole compiere.
Fernanda Abiuso, Counselor Voice Dialogue, socia e membro del Direttivo di Voice Dialogue Italia, propone incontri individuali e di gruppo sulle tematiche del cambiamento e della ri-lettura della propria storia personale.
Info - 333 3837291 -calicantus@gmail.com
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