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I SOGNI ED IL METODO DELLE "PROIEZIONI PERSONALI"
NEL VOICE DIALOGUE

(Marzia Mazzavillani)



Non spiegatemi per favore il mio sogno, perchè potreste soltanto dirmi
cosa esso significa per voi, non per me ( S.K.Williams)



I sogni sono ampiamente utilizzati nel Voice Dialogue sia nel lavoro di gruppo che nelle sedute individuali e vengono apprezzati come valido supporto al percorso personale dell'individuo, perchè tendono a rappresentare la situazione che questi sta vivendo facendo emergere dubbi e paure, mettendo in risalto i Se' che agiscono nella realtà del sognatore: aspetti primari e rinnegati, automatismi e desideri.

Il lavoro che si compie con il Voice Dialogue dà al sognatore la possibilità di condividere i propri sogni, di fare l'esperienza degli aspetti energetici che vi compaiono e di usarlo come strumento per "rileggere" la propria realtà.

Il sogno presenta facilmente aspetti opposti a quelli che si vivono nella vita conscia, aspetti che il sognatore fatica a vedere sopratutto quando l'identificazione con i se' primari ed il coinvolgimento emotivo è molto forte.

Ecco allora che si definisce l'importanza del gruppo nella condivisione dei sogni. L'ascolto, i feed back e il supporto dei partecipanti mettono in moto una serie di associazioni e di pensieri, che possono guidare il sognatore a trovare collegamenti con il proprio vissuto. Il sogno condiviso diventa così patrimonio di tutto il gruppo e tutto il gruppo facendosene carico, sostiene il processo personale del sognatore.

Nei gruppi di lavoro con i sogni improntati al metodo Voice Dialogue ogni feed back al sogno altrui è preceduto dalla frase "Se fosse il mio sogno...."che aiuta ad equilibrare le componenti di proiezione personale, ed è un valido strumento per evitare posizioni intellettualistiche di pura interpretazione.

La stessa frase e l'aspetto di elaborazione corale è presente anche nella "tecnica delle proiezioni personali" utilizzata in vari contesti fin dagli anni 70. il seguente brano che ne spiega l'origine e la funzione si trova sul sito dell'associazione "Oniros-Association française pour l'étude du rêve"che mi ha gentilmente concesso la riproduzione nella Guida dei sogni

"Concepita negli anni'70 dallo psichiatra americano Montagne Ullman, la tecnica delle proiezioni personali si basa sull'analisi dei sogni effettuata in piccoli gruppi ed è ' una forma di esplorazione onirica che tende ad inserire il sogno in una dimensione collettiva e sociale evitando la predominanza del singolo interprete e le interferenze interpretative legate alle proprie posizioni teoriche.

Il ruolo del gruppo è quindi aiutare il sognatore senza comprometterne la padronanza del sogno. Sviluppata inizialmente in Svezia e diffusa dal pastore americano Jeremy Taylor, la tecnica delle proiezioni è stata largamente impiegata negli Stati Uniti a partire dagli anni'80.

Intuizione e copacità di ascolto sono fattori dominanti per l'uso di questa tecnica. Il suo principio di base è semplice : chiarire il sogno di un'altra persona appropriandosene e proponendo le proprie considerazioni, ossia le proiezioni personali su un sogno che, allora, diviene oggetto di condivisione.

A differenza degli approcci interpretativi classici, relativi a Freud e Jung per intenderci, la tecnica delle proiezioni non si colloca in un quadro strettamente terapeutico, anche se, in virtù della sua dimensione sociale, riveste molto spesso tale ruolo.

Le 4 grandi tappe dell'esplorazione per proiezioni

Prima tappa, piano soggettivo individuale : il sognatore dovrà raccontare il sogno (preferibilmente breve e recente) al presente. Il gruppo ascolta attentamente il suo racconto onirico. Al fine di cogliere il sogno e appropriarsene virtualmente, i membri del gruppo possono chiedere chiarimenti sul suo contenuto, non sul contesto reale.

Seconda tappa, piano soggettivo comunitario : il gruppo si appropria del sogno, per cui ciascuno dei partecipanti sarà invitato a esprimere le proprie proiezioni sulle differenti componenti del sogno. Ciascuno esprime in piena libertà i propri punti di vista, le associazioni e le intuizioni su un sogno che a partire da quel momento gli apparterrà : "Se fosse un mio sogno, penso che...", ecco una tipica espressione. A quel punto il sognatore prenderà nota degli spunti offerti e, salvo in alcuni casi, non interverrà nel processo di brain-storming effettuato dal gruppo.

Terza tappa, piano soggettivo : il sogno viene restituito al sognatore e diventa spunto per un dibattito. Il sognatore risponde alle domande sul contesto reale del sogno ed esprime il suo parere sulle proiezioni formulate.

Quarta tappa, piano interiettivo : il gruppo aiuta il sognatore a collocare le proiezioni emerse dal suo sogno nel contesto della realtà.

Due regole fondamentali sono : - Il carattere confidenziale delle informazioni personali espresse al momento dell¹esplorazione del sogno; - La padronanza del sogno da parte del sognatore : questi è libero di rispondere o meno alle domande che gli saranno poste, così come può decidere di interrompere l'esplorazione quando ne abbia voglia."








Marzia Mazzavillani, counselor relazionale iscritta al registro ANCORE è specializzata in Voice Dialogue e lavoro con i sogni, oltre ad aver completato il primo livello di formazione PNL. E' vice-presidente dell'Associazione Voice Dialogue Italia ed ha creato e gestisce la Guida dei sogni sul Portale Supereva. Tiene seminari e sessioni individuali, di coppia e di sogno guidato.

Info:www.sogniesegni.it
tel.0543/68240- 328/8428225
Marni11@tin.it

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