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SOGNARE PER CRESCERE seconda parte

(dott.ssa Marzia Mazzavillani)

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Sogno del 3 aprile 2004

PISCIO SULLA NUVOLA NERA


Mi trovo con Enrico (il mio compagno di banco) in un posto strano, sembra deserto e c’è una luce innaturale, molto gialla. Enrico sembra tranquillo (lui è sempre tranquillo anche in realtà), ma io sono all’erta, so che sta per succedere qualcosa. Camminiamo, ma non so mica dove andiamo. Cerco di sollevare la mia mano e di guardarla per diventare lucido (tecnica di induzione), perché questa situazione non mi piace, mi fa paura. Divento lucido subito, so che sono in un sogno e a questo punto voglio fare qualche esperimento e divertirmi un po’. Faccio salti molto alti senza fatica, svolazzo anche un pò, ma ritorno sempre giù per stare con Enrico e farmi vedere da lui che invece non può volare. Mi sento molto in gamba e mi va che lui mi ammiri. Mentre sono in alto vedo una nuvola nera sotto di me che inghiotte Enrico. Sento lo stimolo di urinare e per salvare Enrico piscio sulla nuvola nera. Mi sveglio e vado a pisciare veramente, mi sento molto soddisfatto.


Qui Matteo affronta uno spazio sconosciuto in compagnia di Enrico (compagno positivo e rassicurante con cui aveva un rapporto reale fatto di ammirazione e stima), ma è lui in prima persona che nel finale risolve la situazione e salva il suo compagno, facendo ricorso alla pipì (gesto intimo ed un po’ infantile, ma divertente ed efficace). Il finale di questo sogno è molto piaciuto a Matteo.



Sogno del 24 giugno 2004

I CANI STRONZI


Sono nel cortile della scuola, sto per rientrare quando due cani mi si mettono davanti. Io ho paura dei cani in realtà, ma mi viene il pensiero che nessuno li farebbe entrare qui a scuola. Capisco che sto sognando e divento lucido. Mi viene da ridere, so che queste bestie non possono nulla contro i miei poteri del sogno. Sto per alzarmi in volo quando decido di fare altro: mi avvicino ai cani che ringhiano e li guardo sul loro brutto muso, mi inginocchio per essere alla loro altezza e ringhio anch’io e poi scoppio a ridere. I due cani come me cominciano a ridere, ringhiano e ridono e facciamo a turno per ringhiare e ridere. Poi li guardo bene e sono diventati piccoli e non hanno più la forza per ringhiare, ma fanno dei piccoli guaiti come dei cuccioli. Rido ancora e mi fanno tenerezza. Sento che voglio bene a questi cani.


LITIGI


Sono in casa con i miei e stiamo litigando perché io voglio andare ad un "rave" a Reggio Emilia. Mio padre non mi guarda e mi volta le spalle per andare nel suo studio. Mi viene una rabbia terribile che potrei anche ucciderlo. Mia mamma piange. Capisco che sto sognando perché mia mamma in realtà non piange mai davanti a me. Divento lucido e decido di picchiare mio padre. Gli salto addosso dal dietro, ma sento il suo odore e mi dispiace. Lui si volta verso di me e vedo i suoi occhi molto tristi. Mi viene il pensiero che sia preoccupato per me. A questo punto mi sono molto emozionato e l’emozione mi ha fatto svegliare. Però ero felice come se fosse successo veramente.


Gli ultimi due sogni infine, mostrano la nuova consapevolezza di Matteo il suo osare un pò di più, ed anche una nuova "leggerezza", meno paura delle sue emozioni, meno timore di essere "debole", meno bisogno di fuggire.

I tre sogni di Matteo illustrano in modo preciso il percorso fatto e i progressi che lo hanno portato nell’ultimo periodo ad essere notevolmente più sicuro di sè, meno disfattista e negativo nei confronti del mondo.

Il lavoro consisteva nel rileggere insieme i sogni che, in anteprima, mi arrivavano via email, e nel risperimentare di volta in volta le emozioni provate durante la lucidità. Le richieste di eventuali spiegazioni o interpretazioni diventavano sempre più rare a mano a mano che Matteo si immergeva nell’energia di un nuovo sogno o di un nuovo personaggio.

Mi ha confessato di essersi sentito "protagonista" delle nostre sedute e di essersi "divertito" anche quando stava male o era irritato. Il momento di difficoltà si è verificato nei primi due mesi quando, raccontando i suoi sogni, cercava di affascinarmi e rendersi "speciale" ai miei occhi, e non accettava di "svalutarli" (parole sue) rivivendoli in seduta o sentendovi un collegamento con il suo vissuto.

Con l’arrivo delle vacanze estive i miei incontri con Matteo si sono interrotti e l’invio dei sogni è diradato, ma il contatto fra di noi è rimasto, e testimonia una crescita ed un buon equilibrio. Quest’anno deve affrontare la maturità ed ha deciso di iscriversi ad architettura. La scuola è diventata un problema relativo, i compagni un "male necessario" (parole sue).

L’inverno scorso ha frequentato un corso di teatro che lo ha molto appassionato ed ha incontrato una ragazza di cui si è innamorato e che esce con lui. In casa i rapporti sono più distesi, il padre gli ha dato consigli per la maturità, la madre sembra contenta di avere una ragazza per casa. Io sono diventata una figura di riferimento esterna a cui ricorrere in caso di difficoltà: "Quando non ci vedo chiaro" (parole sue).

Matteo continua a sognare lucido, ma non è più ansioso di riuscirci e non ha più bisogno di fuggire. Anche gli incubi, quando ci sono, non vengono affrontati con ansia, Matteo sa che possono portare qualcosa di nuovo, che possono aprirgli nuove possibilità, sente interesse per ciò che avviene in sogno, perché sente finalmente che questo interesse può migliorare la sua vita.



Un "grazie" speciale a Matteo che mi ha permesso di pubblicare questo materiale.



Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo