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LE
INTERVISTE AI SE’ INTERIORI
IL
PATRIARCA INTERIORE (prima parte, luglio 2004)
(Franca Errani Civita) Questa
figura è veramente imponente nella dinamica psichica, sia per gli uomini che
per le donne. Questo sé, molto più di altri,
ha una portata non solo personale, ma anche transpersonale e collettiva: si è
alimentato in millenni di patriarcato e ne riflette i valori, le convinzioni,
gli aspetti di forza e di debolezza. La sua influenza è molto più nascosta
nella donna, ma non per questo meno determinante. Da Hal e Sidra Stone,
dicembre 2002: “Il patriarca ama che le donne siano donne, e gli uomini,
uomini. Egli ha dei criteri molto diversi per giudicare il comportamento degli
uni e delle altre. Ha opinioni rigorose su quello che deve essere un uomo o una
donna e una serie di regole che hanno lo scopo di mantenere la differenza tra i
due sessi. E’ certamente uno dei più grandi creatori di leggi che abbiamo mai
incontrato, e opera nell’ombra, senza farsi notare, in tutte le relazioni che
abbiamo osservato. Per questa ragione Sidra lo ha chiamato “Il re dell’ombra”
nel suo libro[1]”. La sua modalità di
intervento è più esplicita (e accettata) nell’uomo, più sottile e pervasiva
nella donna. La situazione è più difficile da accettare per le donne.
Specialmente le persone coinvolte nel femminismo sono molto restie ad accettare
questa possibilità: dopo tutto, per tanto tempo hanno lottato contro un ben
visibile patriarcato esterno! Tuttavia, attraverso il processo di
consapevolezza, diventa loro chiaro che una vera trasformazione e liberazione
della donna passa attraverso la presa di coscienza di questa energia a livello interiore.
Per la donna l’incontro con il patriarca interiore può avvenire solo dopo la
separazione dai sé primari che finora l’hanno contestato all’esterno: ad es. la
Matriarca Interiore (di cui parleremo prossimamente), i sé indipendenti ecc. In questa puntata
accentreremo più l’attenzione sul Patriarca interiore nelle donne; nella
prossima puntata lo vedremo in relazione all’uomo. Lo stralcio della seduta che
segue fa riferimento a una serie più lunga di colloqui con Veronica, affermata
professionista di circa 50 anni, colta e
intraprendente nella vita professionale ma stranamente incapace di
gestire la relazione con l’uomo, cui si sottomette facilmente, salvo poi
riappropriarsi della propria libertà che l’uomo cerca in vari modi di
soffocare. Abbiamo avuto il permesso dei suoi sé primari di parlare con il
Patriarca, che tuttavia, all’inizio, è restio a mostrarsi. Facilitatore: - Mi sembra
che tu non abbia un grande desiderio di mostrarti… Patriarca int. di Veronica:
(dopo una lunga pausa di riflessione) – E’ così. Preferivo restarle sconosciuto… F.ore: - Tuttavia ora sei
qui… P.I.V: - Sì. Ormai mi stava
percependo, tu mi stavi sentendo. Non mi piace sfuggire. F.ore: - Lei ha sempre molto
lottato contro gli uomini, nella sua vita… P.I..V.: - Lei è una
barricadera F.ore: - Sembra che la cosa
non ti dispiaccia… P.I.V: - (ride) E’ un misto…
mi piace che abbia le palle. Però è una donna, deve sapersi fermare in tempo. F.ore: - Immagino che tu
sappia come farla fermare in tempo… P.I.V: - La faccio sentire a
disagio. Sbagliata. Meglio: ridicola. F.ore: - Quali sono i campi
dove ti attivi di più? P.I.V: - Beh. Innanzitutto nel suo successo personale. Non mi dispiace che abbia
successo, l’ho spinta a prendere la laurea e poi anche la seconda… F.ore: - Ah. Non sapevo che
avesse due lauree. P.I.V: - E’ che poi se ne
vergogna. Ha passato troppo tempo sui libri. Le donne dovrebbero sposarsi e
fare dei figli. F.ore: - Immagino quindi che
tu le dica anche questo… P.I.V: - Certo. Tutto il
successo del mondo non serve a niente se non si è messa su una famiglia. F.ore: - Ma mi hai detto che
tu la volevi colta e di successo… P.I.V: (imperturbabile) –
Certo. Ma anche moglie e madre. Invece guarda qui. Un vero disastro. Ha avuto
un marito, ma non han fatto che litigare, lei si è fatta schiacciare, con tutte
le sue lauree! F.ore: - Senti, ma quando si
è sposata, tu sei intervenuto nel suo modo di comportarsi? P.I.V: - Ovvio. Io so come
deve essere una donna, come deve fare, per tenersi un uomo. Deve essere
obbediente, non alzare troppo la testa, essere amorevole e premurosa. Occuparsi
di tutti i dettagli domestici. Rendergli la vita felice. F.ore: - Sembra un compito a
tempo pieno… P.I.V: - Lo è. D’altra parte
è questo il ruolo della donna. Purtroppo non ha avuto figli, e ormai è tardi.
La faccio sentire vecchia e inutile, a questo proposito. F.ore: - A me sembra ancora
una donna attraente… P.I.V: - (a disagio) Infatti. Ci sono uomini che le vanno dietro.
Non riesco a capire. A questa età è ridicolo. Si sta comportando come una
ragazzina. Si lascia corteggiare. Potrei accettare un secondo matrimonio, ma
non voglio che si renda ridicola. F.ore: - In che modi
potrebbe rendersi ridicola? P.I.V.: - Vestendosi troppo
colorata, con le gonne… Ti rendi conto? In questi mesi ha perfino cominciato a
truccarsi, a vestirsi in modo troppo appariscente… rischia di essere volgare!
Non voglio che passi per una puttana. F.ore: - Non mi sembra che
il suo abbigliamento sia così provocante… Tu come la vorresti? P.I.V: - Come quando era
sposata. Toni di grigio, di beige, i gemellini di lana, la gonna sotto il
ginocchio e il filo di perle. Come si conviene a una signora per bene. Adesso
si è perfino comperata una giacca fiorata. Però io non gliela faccio mettere.
La faccio sentire ridicola. F.ore: - Mi sembra che
davvero questo tema ti preoccupi. Tuttavia mi sembra che darle della puttana
sia veramente eccessivo… P.I.V.: - Tu non hai idea.
Ma non lo sai come sono le donne? Anche la più tranquilla può scatenarsi,
diventare una assatanata. Il sesso femminile è… esagerato. Insomma nel
matrimonio sono riuscito a tenerla riservata e tranquilla, quel tanto di sesso
che poteva appagare il marito, ma senza che lei sentisse troppo. Ora… che
dirti? Per me sarebbe arrivata l’ora della pace! Invece no. Si compra dei
vestitucci provocanti e fantastica di farsi corteggiare… Ridicola, vecchia e
ridicola. Finora le immagini che le mando l’hanno poi fermata dall’agire. Ma mi
sento in ansia. F.ore: - Senti… e se fosse
un uomo? P.I.V:: - Beh, allora
sarebbe diverso. Un uomo ha diritto di divertirsi. Un uomo non è ridicolo se
conquista. Non ha bisogno di sposarsi. …. Ci sono alcuni temi che
preoccupano molto il Patriarca interiore della donna, e sono: -
il potere -
la sessualità -
le emozioni Riguardo al potere può esserci
un atteggiamento ambiguo, come abbiamo visto nel Patriarca di Veronica: da un
lato la vuole di successo, dall’altra la scredita perché non ha avuto figli e
il suo matrimonio non ha funzionato. In ogni caso, il Patriarca in genere non
vuole che la donna abbia più successo dell’uomo, in particolare del marito. A
volte le donne con un forte Patriarca sono professioniste affermate, magari con
una laurea o diversi titoli di studio, ma non godono fino in fondo di quanto
hanno creato: è come se ogni volta portassero, inconsciamente, il loro successo
sull’altare di questo “Re dell’Ombra” che puntualmente commenta: “Bene, ma in
fondo sei solo una donna”. Sulla sessualità, in genere,
tutti i Patriarchi sono d’accordo: la sessualità femminile è selvaggia, inquietante,
colorata di emozioni, pericolosa. Le donne tendenzialmente sono tutte “facili”
e quindi vanno tenute sotto tutela. Possono essere più sessuali e attraenti
nella fase del corteggiamento ma, non appena sono sposate, il Patriarca le
vuole più caste, meno appariscenti, in modo da non ingelosire il marito. Spesso
i due Patriarchi (quello dell’uomo e quello della donna) sono alleati in questo
compito di riduzione della sessualità femminile ad un ruolo di “servizio”, ma
molto spesso l’uomo assiste stupito alla trasformazione della sua compagna da
donna attraente e vivace a moglie dimessa e poco appariscente! Le emozioni femminili sono
anch’esse un mondo misterioso e spaventoso insieme: sono onde che possono
travolgere, qualcosa che va gestito o ignorato. Le donne sono tutte “uterine”,
quindi la loro opinione ha meno valore di quella più razionale di un uomo. In
ogni caso sta alla donna “gestire” e contenere gli aspetti emotivi della
famiglia e, se un uomo non è felice, di certo è colpa della moglie che non lo
sta accudendo bene sui vari livelli (fisico, emotivo…). Nella relazione di coppia, un forte Patriarca
mantiene la donna “figlia” dell’uomo: può essere una figlia devota o
sottomessa, a volte anche impaurita;
oppure una figlia ribelle. La seconda opzione può sembrare più forte
della prima, ma in realtà il vero potere lo mantiene “lui”, che resta
nell’ombra ad esercitarlo. La ribellione è sempre uno stato di reazione. A
volte le due polarità (ribellione e sottomissione) si alternano. Per la salute
della coppia è fondamentale che la donna riconosca questa energia dentro di
lei, impari a gestirla e a integrarla. Altrimenti, il Patriarca detterà le
regole, secondo il suo schema del “buon tempo antico” che però sembra non
funzionare più nelle richieste emozionali che i partner di oggi vogliono veder
soddisfatte nel matrimonio o nella convivenza.
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