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LE INTERVISTE AI SE' INTERIORI:IL CRITICO INTERIORE(Franca Errani
Civita) Sul ruolo e
l’importanza del Critico Interiore è stato scritto molto. Hal e Sidra hanno
scritto addirittura un intero libro dedicato a questa energia, ai suoi vari
aspetti, al suo sviluppo all’interno della famiglia di origine e della società.
Negli anni tuttavia,
il lavoro sul Critico si è trasformato. Spesso all’inizio veniva considerato
come il “pericolo numero uno” della psiche, l’aspetto più torturante e
invalidante. E’ vero che un Critico interiore non trasformato può veramente
fermare lo sviluppo della persona, mantenerla insicura e fragile, incapace di
esercitare i suoi talenti e espandersi nelle sue potenzialità. Tuttavia in un
Critico trasformato vi è anche una grande forza che può essere alleata della
persona e non nemica. Nel Dialogo sempre più
si tende a lavorare direttamente con i diversi sé primari, poiché ognuno di
essi è portatore di una regola, di una convinzione. In questa ottica ogni sé
primario è critico verso la persona
quando essa infrange, in qualche modo, la sua regola. Ad esempio il sé
perfezionista sarà il primo a criticare la persona se non agisce conformemente
al suo standard; il sé attivista sarà il primo a far sentire a disagio la
persona che decide di fermarsi e riposare lasciando da parte qualche lavoro non
terminato; il sé razionale sarà il primo a criticare la persona che si lascia
sommergere dalle sue emozioni e resta confusa davanti a una scelta. Qual è dunque la
differenza tra questo tipo di critiche e quelle dell’energia che ha addirittura
ricevuto il nome di “Critico interiore”? Potremmo definire il
Critico come una “sovra-energia” che controlla e sostiene tutto il sistema
psichico basato sui sé primari. Quindi, di per sé il Critico non ha una sua
opinione: esso è il portavoce del sistema primario, delle polarità con le quali
siamo identificati. E’ allora evidente che
la separazione da qualsiasi energia primaria provoca anche una riduzione del
potere del Critico rispetto a quella energia. Se ad esempio mi separo dal sé
perfezionista, il Critico sarà meno attivo a questo proposito; se poi lascio
più spazio alle energie opposte (la parte che non ha bisogno di essere
perfetta, l’indulgente, la parte che sa di non sapere…), ecco che il ruolo del
Critico si allenterà in relazione al tema della perfezione. In questo
senso, Critico e ego consapevole sono complementari. Tanto più cresce l’ego
consapevole in relazione ad una certa polarità, tanto meno peserà il Critico
rispetto a quel tema. A volte è comunque
utile lavorare direttamente con il Critico, cosa che offre una panoramica
particolarmente suggestiva della sua expertise su di noi! Il Critico Interiore di Annamaria Annamaria ha già una
buona esperienza di Dialogo. Psicologa e terapeuta, ha fatto in fretta a
riconoscere determinati schemi di comportamento ed è sensibile agli “attacchi”
del Critico. Ha chiesto una seduta proprio perché si sente attaccata in modo
pesante e si rende conto di non essere in grado di uscire da sola da questo
stato. Critico di Annamaria:
- Eccomi qui, sembra veramente che non abbia fatto nulla per imparare a
gestirmi! Lo dovrebbe sapere, che io attacco. Facilitatore:
- Mi sembra che questo tuo attacco sia particolarmente virulento. Annamaria ha
chiesto questa seduta proprio per parlare con te. C. A: - (sdegnoso)
Non dovrebbe averne bisogno, non credi? Cosa ha fatto tutto questo lavoro a
fare, se poi deve tornare qui da te? E dire che è addirittura psi-co-lo-ga! Ti
rendi conto? F.ore: - Mi sembra di
capire che tu la vuoi sempre consapevole, sempre cosciente di se stessa. C. A.: - (incredulo)
Non è questo lo scopo del lavoro di crescita? Come può essere una BRAVA
terapista se non è SEMPRE consapevole dei suoi stati d’animo, delle sue
energie? Così le ho detto che non è all’altezza, ecco qua. Che farebbe meglio a
cambiare mestiere. F.ore: - E’
successo qualcosa, recentemente, che ti ha spinto a pensare così? C. A.: - Due pazienti
hanno smesso di venire da lei. Una persona nuova, che aveva telefonato e doveva
richiamare, non l’ha ancora fatto. Ti rendi conto? Le ho fatto ripensare a
tutto il lavoro fatto con quei due, di sicuro deve aver sbagliato, lei è sempre
troppo personale, troppo emotiva! Si connette alle persone, è affettuosa.
Secondo me dovrebbe essere più impersonale e distaccata. F.ore: - Vorrei che tu
pensassi per un momento… cosa le diresti, se lei fosse impersonale? C. A.: - Beh, questo è
un lavoro che si basa sull’empatia… se fosse TROPPO distaccata, non andrebbe
bene. Una brava terapista deve avere un cuore caldo. Deve avere tante doti! (scaldandosi)
deve essere empatica, attenta, ricordarsi tutto quello che è successo negli
incontri precedenti, prendere nota… invece lei è emozionale, a volte
addirittura arrossisce! Ti rendi conto? E poi, recentemente, è ingrassata… cosa
possono pensare i suoi pazienti? Che non è capace di gestire neppure sé stessa! F.ore: - Quindi sei
preoccupato anche per il peso… C. A.: Certamente! Gli
anni passano, è sempre più difficile dimagrire. Poi non deve neppure dimagrire
troppo, ho letto recentemente che verso la menopausa il grasso serve alle donne
per produrre estrogeni. F.ore: - Mi sembra
ancora lontana dalla menopausa… C. A.: - E’ quello che
le ho detto! Che può dimagrire. F.ore : - Ma l’hai
anche spaventata con quella faccenda degli estrogeni… C. A.: - E’ lei che si
lascia spaventare! Ormai dovrebbe conoscermi. Io amo informarmi e prevenire.
Prevenire è meglio che curare. F.ore: - Mi sembra che
adesso tu voglia “prevenire” qualche suo fallimento… o meglio quello che tu
temi possa essere un fallimento. C. A.: - Senti, lei
per me è un fallimento. Avermi scoperto, conoscermi, e non sapere ancora
come trattarmi! Hai presente X? Anche lei ha fatto i corsi, anche lei ha
studiato il Dialogo… hanno lavorato insieme, ora X sta avendo un successo straordinario nei suoi progetti
lavorativi… è un campo diverso, d’accordo, ma si capisce bene che X ha imparato
a trattare con il suo Critico, mentre Annamaria è qui da te che annaspa! F.ore: - Quindi la
confronti anche con X… C. A.: - Mica solo! Ha
attorno un sacco di persone intelligenti, interessanti e di successo con le
quali posso confrontarla. Per pietà ti risparmio la lista. La sua collega in
studio lavora fino a tarda sera, tanti sono i pazienti che ha. F.ore.: - Se ricordo
bene, tempo fa, in un altro nostro incontro, sostenevi che la sua collega
lavora troppo e di certo lavora male! Che Annamaria non avrebbe mai dovuto
avere così tante persone! C. A.: - E allora?
Certo che lo dissi. Ma adesso le dico così. Il paradosso del Critico
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