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LE INTERVISTE AI SE' INTERIORI:
L'ATTIVISTA

(Franca Errani Civita)

 

 

Inizia con questo articolo una breve serie di “interviste” ai sé interiori, per conoscerli più da vicino e dare un' esperienza diretta di come può parlare un'energia quando viene attivata direttamente e ascoltata all'interno di una seduta di Voice Dialogue. Senza entrare nel merito della tecnica, che ha diverse importanti regole, i brani che seguono sono estratti di sedute reali. La persona, fatta l'esperienza energetica ed emotiva di un sé, e averne compreso il ruolo, può cominciare a riconoscerne il funzionamento nella sua vita e compiere scelte più coscienti.

 

L'Attivista

L'Attivista Interiore è la parte di noi legata al fare. E' giusto e sano avere una parte attiva che gestisce gli aspetti della nostra vita legati all'azione, alla progettualità… il problema nasce se ci identifichiamo troppo con lui: allora questa energia prende eccessivo spazio e non ci lascia godere altre dimensioni dell'essere. Un buon Attivista ci aiuterà a realizzarci nella vita, renderà concreti i nostri progetti; ha una lista in mano (reale o immaginaria) e ci stimola a fare: il suo programma è intenso e non gli piace che ci rilassiamo o che sprechiamo tempo (secondo i suoi parametri). Grazie a lui portiamo a termine i nostri impegni, ma, se è molto forte, impedisce di godere del senso di completezza del lavoro finito:  è capace di rovinarci ogni momento di riposo ricordandoci che ci sono i panni da stendere, la relazione da finire, la ginnastica…. la sua lista può essere interminabile e causare un senso di fatica, impotenza e anche depressione.

La nostra società si basa molto sul fare: genitori, insegnanti, datori di lavoro, pubblicità possono essere validi stimoli alla crescita dell'Attivista.  In certe persone la sua presenza è evidente: l'uomo di successo, la "donna in carriera" … ma un forte Attivista può tormentare anche una casalinga depressa che trascorre la giornata in vestaglia tra letti sfatti e piatti sporchi: in questo caso la spinta dell'Attivista è così  forte che l'unica risposta possibile è scivolare nell'opposto.

 

Il sé che parla qui è l'Attivista di Valeria. Ascoltiamolo…

Valeria conosce il Dialogo: il tema che porta nella seduta è un senso di irrequietezza e ansietà riguardo al lavoro e nella vita.

 

Facilitatore: - Salve… ti sentivo parlare già dal centro, quindi mi fa piacere parlarti direttamente…

Attivista di Valeria (aria soddisfatta): - Ah, ho un sacco di cose da dirle! Ho tanti progetti…

F.ore: - Me ne sono accorto… Prima Valeria mi ha descritto i suoi, o meglio i vostri progetti, e sono stupito da quanti sono…

Att. V.: - Beh, per me sono di più… ma lei mi censura. Credo che potrebbe benissimo realizzare tutti e 3 gli incontri che ti ha detto… Poi, io ho bisogno di più movimento. Di camminare…

F.ore: - So che lei va in montagna… ti piace?

Att. V: - No. Ci va con sua sorella… è una lagna, cammina adagio. Io vorrei lasciarla lì e andarcene per i fatti nostri. Così mi agito.

F.ore: - Pare che tu non sia mai stanco…

Att. V: - Certo che no! Io non sono stanco. Mi fa rabbia quando vuole riposare. Allora la tormento.

F.ore: - Come?

Att. V: - Quando è a letto le faccio agitare le gambe. Lei dice che ha il nervoso nelle gambe. Ecco. Sono io.

F.ore: - Da quello che lei mi aveva detto che fa, pensavo foste in buoni rapporti…

Att. V (agitandosi sulla sedia): - Ah no! Te l'ho detto: io ho più progetti per lei, sono frustrato. Io preferivo l'altro lavoro, dove c'era un sacco da fare. Lì praticamente c'ero solo io (trionfante): ci alzavamo insieme presto, e… via! 

F.ore: - Quindi il lavoro di ora…

Att. V: - Che dirti? Lei sta meglio, lavora di meno e forse guadagna di più… ma io… ecco, io non mi stanco, il suo lavoro ha bisogno di pause, ma io non so che farmene!

F.ore: - E i suoi  bisogni?

Att. V: - Di chi? Di Valeria? (fa spallucce, ride) Non sono mica io che me ne debbo occupare: c'è qualcuno che tenta di farlo, ma non sta a me.

F.ore (incuriosito): e come tenta di farlo?

Att. V: - Beh, per esempio barra delle giornate sull'agenda. Con la biro. Perché sia libera da ogni impegno, capisci? (scaldandosi) certo anch'io credo sia giusto abbia delle giornate libere! Per fare le cose che le piacciono! Vedere le amiche o andare dall'estetista per un massaggio o il manicure, sistemare la casa, leggere un libro!

F.ore (divertito): Mi sembra che queste giornate "barrate" sei ancora tu che le organizzi! Cosa succederebbe se lei volesse passare la giornata in casa  rilassandosi, senza fare niente?

Att. V (scandalizzato): - Oh, questo non è proprio possibile!

 

L'Attivista ha una grande vitalità e conquista per il suo entusiasmo. I problemi sono che:

Ø      non ha contatto con il corpo fisico e suoi bisogni;

Ø      non ha il senso del tempo: se avete preso più impegni di quelli che riuscite a eseguire, è probabile che    li abbia fissati lui;

Ø      è insaziabile: lo stato rilassato dell'essere è per lui noia, pericolo, non lo lascia godere;

Ø      valuta le persone per quello che fanno e non per quello che sono;

Ø      rischia di trasformare il lavoro interiore nel suo nuovo hobby - incessante attività per noi.

L'Attivista è  entusiasta della visione di espansione che caratterizza la New Age. Se non ne siamo coscienti, le possibilità di tormento diventano infinite: l'espansione di coscienza sarà il nuovo delizioso incarico che i nostri Attivisti si prendono sulle spalle, per correre verso una nuova meta!

 

L'attivista New Age

In questo stralcio parla  un Attivista New Age. Mauro è appena rientrato da una lunga vacanza e lamenta  una certa tensione alle spalle. Il Facilitatore conosce già l'Attivista di M. da altre sedute.

 

Att. M (felice): - Puoi ben immaginarlo che sono io!

F.ore: - Beh, un po' me lo aspettavo, anche se pensavo che ti fossi un po' riposato in vacanza…

Att. M: - Riposato io? Ma vuoi scherzare? Beh, per i primi 2 o 3 giorni l'ho lasciato prendere il sole, leggere un paio di libri, dormire un'oretta il pomeriggio,  poi…

F.ore: - Cosa hai fatto?

Att. M: - Ah, è bastato fargli leggere il libro giusto! Parla della possibilità di diventare artefici della propria vita. Affascinante, veramente. Certo deve cambiare… darsi da fare, stiamo entrando nella nuova era... Ah, abbiamo cominciato subito. Mens sana in corpore sano… Così l'ho iscritto a diversi corsi, surf e nuoto pinnato e poi un corso di massaggio che era impossibile non fare. E… la meraviglia di correre sulla spiaggia al tramonto! Voglio che studi tutto sulle energie!

F.ore (colpito dalla veemenza di "tutto"): - Veramente tutto?

Att. M (con gli occhi brillanti): Perché no? Naturalmente prima c'è la meditazione, c'è solo l'imbarazzo della scelta… e poi per me ha dei buoni poteri psichici, forse può vedere l'aura e sentire l'energia delle piante o dei cristalli. Sono affascinato dalla visione della fisica moderna, vicina alle filosofie orientali… dovrebbe leggersi tutti i libri di Capra, di Zukav…

F.ore: - Ora capisco perché Mauro ha questo peso sulle spalle!

 

Sentite come è affascinante lasciarci trascinare dalla vitalità dell'Attivista? Quando lui è molto presente, al momento non si sente stanchezza, ci si sente pieni di energia, di fiducia e ottimismo anche davanti ai programmi più arditi.  Tuttavia c'è una vulnerabilità, non vista e non accudita, che si trasforma nel peso sulle spalle (o in una spossatezza incomprensibile, una "irrequietezza", una tensione del collo o dei denti, ecc). Con questo non voglio negare il valore dell'Attivista, ma metterci all'erta sul "perderci" in questa energia. Ogni nostra energia ha valore, ma siamo "noi", come centro di consapevolezza, che dobbiamo imparare a gestirle.

 

Sperimentatelo ora …

Questa lettura vi ha "sintonizzato" su questo sé? O vi ha spinto dalla parte opposta? Mentalmente fate la lista degli impegni della settimana… Queste domande aiutano:

- Cosa c'è da fare in casa? Per la famiglia? Per il lavoro? Progetti sospesi? Libri da leggere? Telefonate?

 

Ora questo sé dovrebbe essere attivato: ascoltate il vostro corpo, coglietene le sensazioni. Sentite tensione da qualche parte?

 

Ricordate che nessun sé interiore è negativo o positivo: sta a noi comprenderli e gestirli in armonia. Ricordate anche che ogni sé primario (in questo caso l'Attivista) ha preso così tanto spazio per proteggerci, quando eravamo bambini. C'è quindi una vulnerabilità sottostante che, in realtà, finisce per non essere accudita. Nel caso dell'Attivista, molto spesso di tratta della paura di non essere amati se non siamo bravi a fare le cose. L'Attivista, come molte altre energie legate al mondo esterno, ci vuole "bravi" nel mondo. Al di sotto vibra la paura che, se non siamo bravi, efficienti ecc, gli altri ci giudicheranno, derideranno o abbandoneranno. Solo quando questa vulnerabilità è accudita dal centro possiamo avere accesso alle polarità opposte e portare più equilibrio nella nostra vita.