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L’ENERGIA SEGUE
IL PENSIERO: (a cura di Franca Errani Civita) Immaginate
questa scena: è venerdì sera, Gianni ha deciso che passerà il
sabato e la domenica a casa per completare un’importante relazione
di lavoro che vuole assolutamente consegnare lunedì. Verso le nove,
squilla il telefono. Sono Roberto e Raffaele, i suoi migliori amici,
che entusiasti lo invitano a passare i due giorni al mare: è il primo
sole, però se il tempo resta così bello si potrà anche mettere in
mare la tavola a vela, e poi Raffaele ha scoperto un piccolo
ristorante dove cucinano il pesce in modo meraviglioso - e neppure
caro. Al telefono, Gianni è irremovibile: non può proprio, è
impossibile. I due, allegri, insistono e gli dicono che comunque al
mattino, prima di partire, lo chiameranno di nuovo, per vedere se ha
cambiato idea: “per il lavoro, avrai tempo durante la settimana!
Sole e mare ti aspettano!” Appoggiata la
cornetta, Gianni è in subbuglio e nella sua testa si agita una ridda
di pensieri e di emozioni di questo tipo: “Ecco! Ce l’ho fatta. La
relazione è importante, cavolo. E’ un impegno preso. Certo... due
giorni al mare! Guarda che giornata è stata oggi: se resta così, sarà
stupendo. Ma chi me l’ha fatto fare di prendere a casa tutta ‘sta
roba. Sempre troppo zelante, troppo affidabile. In fondo, anche Guerri
era coinvolto, però si è ben guardato dal porsi questo problema.
Sono sempre io che devo togliere le castagne dal fuoco! E se lunedì
mi ammalassi? Potrei telefonare e, lavorando tutto il giorno,
completare la relazione e andare martedì mattina... già e
l’abbronzatura? E poi, non è da me. Sono uno che mantiene gli
impegni, io...” Potremmo
andare avanti ancora, ma penso questo basti a rendere l’idea. Se una
persona in grado di vedere l’aura avesse osservato Gianni in quei
momenti, avrebbe osservato un variegarsi di colori, un pulsare e
circolare di flussi energetici che, ai suoi occhi esperti, avrebbe
raccontato la piccola “lotta interiore” del nostro amico. Un assioma
fondamentale delle tradizioni di guarigione e anche delle arti
marziali come il Tai Chi è che “l’energia segue il pensiero”: cioè il pensiero dirige l’energia e la canalizza. Quando i
nostri pensieri (e le nostre emozioni) ci sono inconsapevoli, il
flusso della nostra energia sarà altrettanto disperso e, in certo
modo, “sparpagliato”. I pensieri di Gianni al rallentatore Riprendiamo i
pensieri che si sono accavallati nella mente di Gianni dopo la famosa
telefonata, suddividendoli per piccole interazioni energetiche.
Partiamo dalla prima: “Ecco!
Ce l’ho fatta. La relazione è importante, cavolo. E’ un impegno
preso”. Possiamo “sentire” come sta dicendosi queste parole
Gianni, nel suo intimo? Certamente c’è un senso di determinazione,
un certo orgoglio, un senso di potere. La parte di lui che sta
pensando emana una energia di volontà e affidabilità... ma qualcun
altro arriva, sentite: “Certo,
due giorni al mare! Guarda che giornata è stata oggi se resta così,
sarà stupendo...” E’ difficile pensare che sia la stessa
energia di prima, che sta parlando. Certamente, il “personaggio”
interiore che ora emerge è di tutt’altro tipo: è quello che ama il
surf, il riposo, le belle mangiate e il tempo passato con gli amici...
Il nostro ipotetico chiaroveggente avrebbe visto un altro colore e
un’altra corrente energetica mescolarsi e sostituirsi alla prima. Ma
andiamo avanti, perché il nostro Gianni - come ognuno di noi, del
resto - è composto di molte, moltissime energie, o sub-personalità,
o personaggi interiori, o sé, ognuna delle quali vuole far sentire le
sue ragioni. “Ma chi me l’ha fatto fare di prendere a casa tutta ‘sta roba. Sempre
troppo zelante, troppo affidabile. In fondo, anche Guerri era
coinvolto, però si è ben guardato dal porsi questo problema. Sono
sempre io che devo togliere le castagne dal fuoco...” Qui,
possiamo notare un crescendo di vittimismo, che arriva fino
all’autocommiserazione, nel nostro Gianni… il tutto condito da un
giudizio negativo sul furbo Guerra che non si pone problemi. Non è
certo l’entusiasta surfista che sta parlando... Un’altra
energia si insinua: “E se
lunedì mi ammalassi? Potrei telefonare e, lavorando tutto il giorno,
completare la relazione e andare martedì mattina...”
potete sentire il bisbiglio un po’ birichino di questa parte
del nostro amico? Ricorda un bambino che chiede alla mamma di potere
stare a casa da scuola perché non ha finito i compiti, e vorrebbe
inventarsi una piccola influenza per permetterselo... Il finale
mostra un ritorno al tema principale: “già,
e l’abbronzatura? E poi, non è da me. Io sono uno che mantiene gli
impegni, io...” e il nostro invisibile chiaroveggente avrebbe
visto lo stabilizzarsi del primo colore che era comparso nel campo
energetico del tormentato Gianni. Qui, non
ci interessa sapere se Gianni andrà al mare o starà in casa a
completare il lavoro, ma cercare
di capire “chi” sta facendo questa scelta, all’interno della sua
coscienza. Questa
revisione dei pensieri al rallentatore ci ha fatto gustare una varietà
di energie chiamate in gioco anche da un piccolo avvenimento come
quello proposto come esempio. “Chi” sta parlando? Per prima
cosa, possiamo notare che il nostro “io” non è una struttura
solida e monolitica: è
composto da una grande quantità di “personaggi” interiori, ognuno
con la sua energia, la sua presenza, la sua idea su quello che
dovremmo o non dovremmo fare: spesso possiamo sentire questa
moltitudine nel fluire del pensiero ma, abituati a dire “io”, non
facciamo la piccola analisi che abbiamo compiuto ora con il nostro
Gianni. A proposito:
andrà al mare oppure no? Per cosa state facendo il tifo? Per
coinvolgerci un po’ di più, vi invito a fermarvi un momento e a
sentire dentro di voi quale soluzione vorreste per Gianni: sperate che
vada al mare? Se fosse un vostro amico, lo invitereste a buttare la
relazione da parte e a unirsi ai suoi amici? Oppure, sentite una sorta
di giudizio verso questa soluzione allegramente irresponsabile, e gli
direste, col dovuto tatto, che visto che ha preso un impegno deve
onorarlo fino in fondo? O sareste pronti a “firmargli la
giustificazione” per il lunedì? Prendete un
momento per pensarci... Trovato? Avete appena
fatto la conoscenza con una parte di voi che forse è abbastanza
importante nella vostra vita, perché, con il suo giudizio e la sua
valutazione della realtà, determina alcuni dei vostri comportamenti.
Se, ad esempio, vi sentite irritati dalla scelta del mare, perché
ritenete che un impegno preso vada sempre e comunque rispettato, avete
appena contattato dentro di voi un’energia responsabile, affidabile,
di potere (c’è un senso di potere nel sentire questa solidità),
con il suo corollario di regole e di convinzioni. Una cosa
interessante di questo modo di osservarci è che ci dà la possibilità
di scoprire molte delle regole che in modo più o meno inconscio
governano la nostra vita. A volte sono regole molto antiche, che
abbiamo assimilato nel tempo, dall’infanzia, dalla scuola o dalla
società, facendole nostre in modo iconscio. Tuttavia, proprio perché
accolte senza consapevolezza, spesso diventano tiranne. Ad esempio,
quando nel suo momento di autocommiserazione il nostro Gianni esclama:
“Sono sempre io che devo
togliere le castagne dal fuoco...”
si respira una convinzione antica del tipo: “devi fare tutto
da solo”, o “devi cavartela da solo”, o “non fidarti troppo
degli altri”, insomma qualcosa che ha a che fare con un senso di
indipendenza e di autosufficienza esasperato, basato più su un
giudizio negativo verso gli altri (irresponsabili, inefficienti) che
non su una vera stabilità interiore. Se è vero
che Gianni è zelante e affidabile, è interessante vedere che il suo
collega Guerra è il tipo opposto. E questa è
un’altra regola energetica:
ogni volta che siamo “persi” in un’energia (con relativo
corollario di regole e convinzioni) attireremo magneticamente nella
nostra vita persone che portano le energie opposte. In genere,
cercheremo di evitarle, le giudicheremo, ci sentiremo migliori:
tuttavia, saranno là, e spesso addirittura in quella danza misteriosa
che è la vita le sposeremo, saranno i nostri figli, compagni,
amici-nemici. Vi comincia a essere chiara la danza energetica delle
relazioni? E’ il principio dello Yin e dello Yang in azione... La danza degli opposti Finché sarà
così attaccato alla sua immagine efficiente e affidabile, il nostro
Gianni si ritroverà intorno persone come il disprezzato collega
Guerra: inaffidabili, irresponsabili, pronte a pensare a sé che agli
altri... Ma il principio dello Yin e dello Yang è inarrestabile e
nella sua dinamica di flusso degli opposti vuole, in realtà,
l’integrazione delle due energie all’interno della stessa persona
- all’interno di ognuno di noi. Ecco perché continuiamo ad attirare
energie opposte: per imparare a riconoscere che anch’esse ci
appartengono, e che quello che dobbiamo fare è conoscerle dentro di
noi, liberandoci dal giudizio e dalla paura che ne abbiamo. Se è vero
che Gianni è giudicante verso Guerra, possiamo immaginare che anche
il collega nutra disprezzo verso il nostro eroe: lo troverà rigido,
pesante, altero... Un altro
assioma importante da tenere presente qui, per non cadere in preda al
panico, è il seguente: l’energia
è neutra. Il fatto di vederla come buona o cattiva non ha niente
a che vedere con l’energia in sé stessa, e tutto a che vedere con
noi stessi, il nostro sistema di percezioni e di credi. Certo, i modi
come le energie ci vengono incontro nella realtà spesso sono distorti
dalla personalità della persona che le vive e ce le porta come
specchio, e questa distorsione facilita la nostra caduta nel giudizio:
tuttavia, se ci impegniamo, possiamo risalire la corrente
dell’energia all’inverso, verso la sorgente, e ritrovare
quell’aspetto puro che può diventare un alleato nella nostra vita. Prendiamo
come esempio le energie personale
e impersonale. L’energia personale è coinvolta
con gli altri, nei rapporti; è un’energia radiante, calda,
accogliente e avvolgente; è empatica, e riconosce e sente i bisogni
degli altri. E’, potrei dire, “orizzontale”, sferica, si
diffonde intorno a noi e crea una corrente molto forte di contatto.
Questo è l’aspetto puro e neutro dell’energia. Tuttavia,
facilmente può essere distorta: l’energia personale, ad esempio,
non sa dire di no. In sé, questo non è un difetto, posto che nella
persona vi sia a disposizione un’altra energia, più fredda e
obiettiva, che possa proteggere e funzionare come confine:
un’energia che abbia un chiaro senso dei limiti e sappia usarli e
farli rispettare. Se invece la persona non riesce a utilizzare altri
aspetti di sé per porre
i propri confini, ecco che l’energia personale “allaga” la
personalità, e la sensazione che si può vivere è quella di un vero
e proprio drenaggio energetico. In questo caso l’energia personale
è al servizio del bisogno di ricevere e di essere amati, che, essendo
inconscio e non accudito, si serve come può degli altri per ottenere
la sua soddisfazione. Che tuttavia in questo modo non arriva. Quello
che arriva invece è un senso di risentimento e di rancore (“Io
faccio tanto per gli altri! Possibile che quando ho bisogno io non ci
sia mai nessuno? ecc. ecc.), di frustrazione e di non appagamento. L’energia impersonale è più
distaccata, obiettiva, “verticale”; ci aiuta a equilibrarci e a
restare in contatto con il nostro centro. Non è che non consideri gli
altri; semplicemente, sa stabilire dei confini; il suo campo è più
compatto, con colori più freddi, più allineato sulla verticale.
Vedete quindi come possa essere una preziosa alleata dell’energia
personale, aiutandola a dire quei sani “no” che l’energia
personale non sa dire. Tuttavia, spesso l’energia impersonale ci
viene incontro in modalità distorte, e le donne, in particolare, la
temono e la giudicano. Mentre all’uomo fin da bambino viene
insegnato a controllare le proprie emozioni, dando così la possibilità
di sviluppare un certo impersonale, alle bambine viene insegnato ad
essere gentili, attente, premurose: in altre parole, personali. A
volte, le donne imparano a usare l’energia impersonale sul lavoro:
specie se operano a contatto con le persone questo è indispensabile;
per tenere una lezione, per partecipare a una riunione, per parlare in
pubblico, ecc. Tuttavia, appena arriva sulla soglia di casa, la donna
in genere appende l’energia impersonale all’attaccapanni insieme
al cappotto, e non sa più neppure di averla. Come viene incontro alla
donna l’energia impersonale? Attraverso l’uomo, ma a volte nella
sua forma più fredda di “impersonale ritirato”. Questo è uno dei “luoghi
energetici” in cui l’uomo più facilmente impara a ritirarsi,
durante un litigio: semplicemente, si chiude totalmente. Contatto
zero. Voce lontana. Schermo del giornale, o allontanamento in altra
stanza. Sguardo che non vede. L’Himalaia in salotto. Questo è per
la donna il tormento dell’energia impersonale ritirata. Riconoscete
il dramma? Potete ben immaginare che, ricevendola in questa forma
distorta, la donna in questione sempre più giudicherà l’energia
impersonale, impedendosi quindi di riconoscerla in sé stessa e
imparare ad usarla. Vedete com’è
interessante la danza degli opposti? Più “lui” si ritira, più
“lei” entra nell’energia personale, nei suoi aspetti
(altrettanto distorti) di estremo bisogno, di fusionalità
e senso di colpa. Non voglio
dire che non ci siano donne che non usano l’impersonale:
semplicemente, è una dinamica più tipica del maschile, e l’esempio
che ho portato si ispira al vissuto di molte donne nel loro rapporto
di coppia. Vorrei
proporvi un piccolo esperimento: contattare queste energie dentro di
voi, con la visualizzazione guidata che segue. Visualizzazione guidata per contattare l’energia
personale e impersonale. “Prendi un po’ di tempo per allinearti. Se sei
seduto su una sedia, tieni i due piedi appoggiati a terra, senza
incrociare le gambe, la schiena dritta e le braccia rilassate, con gli
avambracci appoggiati alle cosce. Se preferisci, puoi stare seduto a
terra, con le gambe incrociate, le braccia rilassate, la schiena
dritta ma non tesa. Porta l’attenzione sul tuo respiro, ascoltando
le fasi dell’inspirazione e dell’espirazione. Quando inspiri,
immagina che sia un’aria fresca, pulita, pura, che entra nei tuoi
polmoni e si spande per tutto il corpo... quando espiri, lascia che i
pensieri, le aspettative, le tensioni escano insieme al respiro, come
foglie secche portate dal vento... Senti che ad ogni espirazione puoi
rilassarti un po’ di più; anche se i pensieri continuano ad
arrivare, tu non li fermi, li lasci passare e colare via... il tuo
corpo e la tua mente si rilassano, e le tue energie circolano più
liberamente. Senti ora il tuo allineamento tra terra e cielo: la tua
schiena è dritta, ma non tesa; le spalle si rilassano, e anche il
petto, e l’addome... Puoi immaginare una linea che attraversa il tuo
corpo, in verticale, e si perde in basso dentro la terra e in alto nel
cielo... senti il tuo allineamento con questa verticale. Lo spazio in
cui sei seduto ora rappresenta il tuo centro, la tua totalità: la tua
capacità di osservare tutte le tue energie senza giudizio. Ora, comincia a pensare all’energia personale, e
“senti” dove si trova intorno a te. Non lasciarti turbare da
questa idea, lasciati guidare dalla tua intuizione: la puoi sentire
davanti a te, o da qualche parte intorno... è importante che tu ti
sposti dal centro per sperimentarla, perché il centro è il luogo
della consapevolezza, è il luogo dove puoi abbracciare tutte
le energie... ora spostati, anche solo di pochi centimetri, e
immergiti nell’esperienza della tua energia personale... per
aiutarti, puoi immaginare un colore caldo che ti avvolge... Mentre sei
completamente “dentro” a questa energia, puoi porti alcune
domande: la conosci? La usi? La usi troppo, o troppo poco? Come
sarebbe la tua vita se tu imparassi a gestire meglio questa energia?
Che tipo di “campo” crea attorno a te? Di che colore? A che
distanza arriva? Dove la senti risuonare dentro al tuo corpo? Ci sono
persone nella tua vita che te la rispecchiano in modi più distorti? o
in modi più sani? Lasciati permeare da questa energia totalmente... Ora, ritorna al centro, nel posto dove eri seduto
prima. Lascia andare l’energia personale completamente,
aiutandoti con qualche profondo respiro e anche scrollando le braccia,
come se stessi scrollando via dell’acqua. Prendi un po’ di tempo nel centro per
“vedere” l’energia personale separata da te, nel luogo dove
l’hai sperimentata, e ripensare a quello che hai imparato stando
immerso in lei, cercando di vederlo senza giudizio. Ora, comincia a pensare all’energia impersonale.
Sai che è più fredda, più distaccata e obiettiva... sentila intorno
a te, e lasciandoti guidare dalla tua intuizione, spostati. Immergiti
nel suo campo energetico. Puoi aiutarti con immagini, se ne senti il
bisogno: quella di una montagna, di un albero, di una colonna
argentata che ti avvolte... La conosci, questa energia? La giudichi?
La usi, e come la usi? Cerca di percepire la forma del suo campo
energetico attorno a te, e il suo colore. Ci sono persone nella tua
vita che la rispecchiano? Come? Come sarebbe la tua vita se tu
imparassi ad usarla al meglio? Quali qualità potrebbe portarti? Dove
risuona dentro al tuo corpo fisico? Ora, ritorna al centro e lasciala andare con
qualche profondo respiro. Osservala, come hai fatto per l’energia
personale, cercando di mantenere uno stato di obiettività.” Ecco fatto.
Ora, il tuo centro è più consapevole della danza di queste due
energie dentro di te: le sai riconoscere meglio, e forse un po’ del
giudizio che provavi verso l’una o l’altra se n’è andato. Le energie e la realtà percepita Spero che abbiate apprezzato questo esercizio e che vi abbia, soprattutto, reso più consapevoli della realtà fisica delle energie. Noi siamo composti di questo flusso, a volte ne siamo dominati, a volte ci perdiamo da qualche parte... la realtà che percepiamo è direttamente legata alla nostra capacità di diventare consapevoli di questa danza. Ognuno di noi si conosce dalla prospettiva delle energie dominanti della sua personalità, e attraverso questa percezione incontra la realtà. Se il nostro schema energetico è ridotto, limitato da regole e convinzioni inconsce, altrettanto limitata e ridotta sarà la nostra esperienza della realtà. Ogni volta che siamo in grado di abbracciare e utilizzare qualcosa di nuovo dentro di noi, stiamo offrendoci la possibilità di ampliare la nostra percezione della realtà. Ogni nuovo elemento è come una finestra che andiamo ad aprire su un tutto più grande: e una folata di nuova aria fresca entrerà da ogni apertura che avremo il coraggio di creare. |