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L’ENERGIA SEGUE IL PENSIERO:
UN APPROFONDIMENTO (giugno 2003)

(a cura di Franca Errani Civita)


Immaginate questa scena: è venerdì sera, Gianni ha deciso che passerà il sabato e la domenica a casa per completare un’importante relazione di lavoro che vuole assolutamente consegnare lunedì. Verso le nove, squilla il telefono. Sono Roberto e Raffaele, i suoi migliori amici, che entusiasti lo invitano a passare i due giorni al mare: è il primo sole, però se il tempo resta così bello si potrà anche mettere in mare la tavola a vela, e poi Raffaele ha scoperto un piccolo ristorante dove cucinano il pesce in modo meraviglioso - e neppure caro. Al telefono, Gianni è irremovibile: non può proprio, è impossibile. I due, allegri, insistono e gli dicono che comunque al mattino, prima di partire, lo chiameranno di nuovo, per vedere se ha cambiato idea: “per il lavoro, avrai tempo durante la settimana! Sole e mare ti aspettano!”

Appoggiata la cornetta, Gianni è in subbuglio e nella sua testa si agita una ridda di pensieri e di emozioni di questo tipo: “Ecco! Ce l’ho fatta. La relazione è importante, cavolo. E’ un impegno preso. Certo... due giorni al mare! Guarda che giornata è stata oggi: se resta così, sarà stupendo. Ma chi me l’ha fatto fare di prendere a casa tutta ‘sta roba. Sempre troppo zelante, troppo affidabile. In fondo, anche Guerri era coinvolto, però si è ben guardato dal porsi questo problema. Sono sempre io che devo togliere le castagne dal fuoco! E se lunedì mi ammalassi? Potrei telefonare e, lavorando tutto il giorno, completare la relazione e andare martedì mattina... già e l’abbronzatura? E poi, non è da me. Sono uno che mantiene gli impegni, io...”

Potremmo andare avanti ancora, ma penso questo basti a rendere l’idea.

Se una persona in grado di vedere l’aura avesse osservato Gianni in quei momenti, avrebbe osservato un variegarsi di colori, un pulsare e circolare di flussi energetici che, ai suoi occhi esperti, avrebbe raccontato la piccola “lotta interiore” del nostro amico.

Un assioma fondamentale delle tradizioni di guarigione e anche delle arti marziali come il Tai Chi è che “l’energia segue il pensiero: cioè il pensiero dirige l’energia e la canalizza. Quando i nostri pensieri (e le nostre emozioni) ci sono inconsapevoli, il flusso della nostra energia sarà altrettanto disperso e, in certo modo, “sparpagliato”.

I pensieri di Gianni al rallentatore

Riprendiamo i pensieri che si sono accavallati nella mente di Gianni dopo la famosa telefonata, suddividendoli per piccole interazioni energetiche. Partiamo dalla prima: “Ecco! Ce l’ho fatta. La relazione è importante, cavolo. E’ un impegno preso”. Possiamo “sentire” come sta dicendosi queste parole Gianni, nel suo intimo? Certamente c’è un senso di determinazione, un certo orgoglio, un senso di potere. La parte di lui che sta pensando emana una energia di volontà e affidabilità... ma qualcun altro arriva, sentite: “Certo, due giorni al mare! Guarda che giornata è stata oggi se resta così, sarà stupendo...” E’ difficile pensare che sia la stessa energia di prima, che sta parlando. Certamente, il “personaggio” interiore che ora emerge è di tutt’altro tipo: è quello che ama il surf, il riposo, le belle mangiate e il tempo passato con gli amici... Il nostro ipotetico chiaroveggente avrebbe visto un altro colore e un’altra corrente energetica mescolarsi e sostituirsi alla prima. Ma andiamo avanti, perché il nostro Gianni - come ognuno di noi, del resto - è composto di molte, moltissime energie, o sub-personalità, o personaggi interiori, o sé, ognuna delle quali vuole far sentire le sue ragioni.

Ma chi me l’ha fatto fare di prendere a casa tutta ‘sta roba. Sempre troppo zelante, troppo affidabile. In fondo, anche Guerri era coinvolto, però si è ben guardato dal porsi questo problema. Sono sempre io che devo togliere le castagne dal fuoco...” Qui, possiamo notare un crescendo di vittimismo, che arriva fino all’autocommiserazione, nel nostro Gianni… il tutto condito da un giudizio negativo sul furbo Guerra che non si pone problemi. Non è certo l’entusiasta surfista che sta parlando...

Un’altra energia si insinua: “E se lunedì mi ammalassi? Potrei telefonare e, lavorando tutto il giorno, completare la relazione e andare martedì mattina...”  potete sentire il bisbiglio un po’ birichino di questa parte del nostro amico? Ricorda un bambino che chiede alla mamma di potere stare a casa da scuola perché non ha finito i compiti, e vorrebbe inventarsi una piccola influenza per permetterselo...

Il finale mostra un ritorno al tema principale: “già, e l’abbronzatura? E poi, non è da me. Io sono uno che mantiene gli impegni, io...” e il nostro invisibile chiaroveggente avrebbe visto lo stabilizzarsi del primo colore che era comparso nel campo energetico del tormentato Gianni.

Qui, non  ci interessa sapere se Gianni andrà al mare o starà in casa a completare il lavoro, ma cercare di capire “chi” sta facendo questa scelta, all’interno della sua coscienza.

Questa revisione dei pensieri al rallentatore ci ha fatto gustare una varietà di energie chiamate in gioco anche da un piccolo avvenimento come quello proposto come esempio.

“Chi” sta parlando?

Per prima cosa, possiamo notare che il nostro “io” non è una struttura solida e monolitica:  è composto da una grande quantità di “personaggi” interiori, ognuno con la sua energia, la sua presenza, la sua idea su quello che dovremmo o non dovremmo fare: spesso possiamo sentire questa moltitudine nel fluire del pensiero ma, abituati a dire “io”, non facciamo la piccola analisi che abbiamo compiuto ora con il nostro Gianni.

A proposito: andrà al mare oppure no? Per cosa state facendo il tifo?

Per coinvolgerci un po’ di più, vi invito a fermarvi un momento e a sentire dentro di voi quale soluzione vorreste per Gianni: sperate che vada al mare? Se fosse un vostro amico, lo invitereste a buttare la relazione da parte e a unirsi ai suoi amici? Oppure, sentite una sorta di giudizio verso questa soluzione allegramente irresponsabile, e gli direste, col dovuto tatto, che visto che ha preso un impegno deve onorarlo fino in fondo? O sareste pronti a “firmargli la giustificazione” per il lunedì?

Prendete un momento per pensarci...

Trovato?

Avete appena fatto la conoscenza con una parte di voi che forse è abbastanza importante nella vostra vita, perché, con il suo giudizio e la sua valutazione della realtà, determina alcuni dei vostri comportamenti. Se, ad esempio, vi sentite irritati dalla scelta del mare, perché ritenete che un impegno preso vada sempre e comunque rispettato, avete appena contattato dentro di voi un’energia responsabile, affidabile, di potere (c’è un senso di potere nel sentire questa solidità), con il suo corollario di regole e di convinzioni. Una cosa interessante di questo modo di osservarci è che ci dà la possibilità di scoprire molte delle regole che in modo più o meno inconscio governano la nostra vita. A volte sono regole molto antiche, che abbiamo assimilato nel tempo, dall’infanzia, dalla scuola o dalla società, facendole nostre in modo iconscio. Tuttavia, proprio perché accolte senza consapevolezza, spesso diventano tiranne. Ad esempio, quando nel suo momento di autocommiserazione il nostro Gianni esclama: “Sono sempre io che devo togliere le castagne dal fuoco...”   si respira una convinzione antica del tipo: “devi fare tutto da solo”, o “devi cavartela da solo”, o “non fidarti troppo degli altri”, insomma qualcosa che ha a che fare con un senso di indipendenza e di autosufficienza esasperato, basato più su un giudizio negativo verso gli altri (irresponsabili, inefficienti) che non su una vera stabilità interiore.

Se è vero che Gianni è zelante e affidabile, è interessante vedere che il suo collega Guerra è il tipo opposto.

E questa è un’altra regola energetica: ogni volta che siamo “persi” in un’energia (con relativo corollario di regole e convinzioni) attireremo magneticamente nella nostra vita persone che portano le energie opposte. In genere, cercheremo di evitarle, le giudicheremo, ci sentiremo migliori: tuttavia, saranno là, e spesso addirittura in quella danza misteriosa che è la vita le sposeremo, saranno i nostri figli, compagni, amici-nemici. Vi comincia a essere chiara la danza energetica delle relazioni? E’ il principio dello Yin e dello Yang in azione...

La danza degli opposti

Finché sarà così attaccato alla sua immagine efficiente e affidabile, il nostro Gianni si ritroverà intorno persone come il disprezzato collega Guerra: inaffidabili, irresponsabili, pronte a pensare a sé che agli altri... Ma il principio dello Yin e dello Yang è inarrestabile e nella sua dinamica di flusso degli opposti vuole, in realtà, l’integrazione delle due energie all’interno della stessa persona - all’interno di ognuno di noi. Ecco perché continuiamo ad attirare energie opposte: per imparare a riconoscere che anch’esse ci appartengono, e che quello che dobbiamo fare è conoscerle dentro di noi, liberandoci dal giudizio e dalla paura che ne abbiamo. Se è vero che Gianni è giudicante verso Guerra, possiamo immaginare che anche il collega nutra disprezzo verso il nostro eroe: lo troverà rigido, pesante, altero...

Un altro assioma importante da tenere presente qui, per non cadere in preda al panico, è il seguente: l’energia è neutra. Il fatto di vederla come buona o cattiva non ha niente a che vedere con l’energia in sé stessa, e tutto a che vedere con noi stessi, il nostro sistema di percezioni e di credi. Certo, i modi come le energie ci vengono incontro nella realtà spesso sono distorti dalla personalità della persona che le vive e ce le porta come specchio, e questa distorsione facilita la nostra caduta nel giudizio: tuttavia, se ci impegniamo, possiamo risalire la corrente dell’energia all’inverso, verso la sorgente, e ritrovare quell’aspetto puro che può diventare un alleato nella nostra vita.

Prendiamo come esempio le energie personale e impersonale.

L’energia personale è coinvolta con gli altri, nei rapporti; è un’energia radiante, calda, accogliente e avvolgente; è empatica, e riconosce e sente i bisogni degli altri. E’, potrei dire, “orizzontale”, sferica, si diffonde intorno a noi e crea una corrente molto forte di contatto. Questo è l’aspetto puro e neutro dell’energia. Tuttavia, facilmente può essere distorta: l’energia personale, ad esempio, non sa dire di no. In sé, questo non è un difetto, posto che nella persona vi sia a disposizione un’altra energia, più fredda e obiettiva, che possa proteggere e funzionare come confine: un’energia che abbia un chiaro senso dei limiti e sappia usarli e farli rispettare. Se invece la persona non riesce a utilizzare altri aspetti di sé  per porre i propri confini, ecco che l’energia personale “allaga” la personalità, e la sensazione che si può vivere è quella di un vero e proprio drenaggio energetico. In questo caso l’energia personale è al servizio del bisogno di ricevere e di essere amati, che, essendo inconscio e non accudito, si serve come può degli altri per ottenere la sua soddisfazione. Che tuttavia in questo modo non arriva. Quello che arriva invece è un senso di risentimento e di rancore (“Io faccio tanto per gli altri! Possibile che quando ho bisogno io non ci sia mai nessuno? ecc. ecc.), di frustrazione e di non appagamento.

L’energia impersonale è più distaccata, obiettiva, “verticale”; ci aiuta a equilibrarci e a restare in contatto con il nostro centro. Non è che non consideri gli altri; semplicemente, sa stabilire dei confini; il suo campo è più compatto, con colori più freddi, più allineato sulla verticale. Vedete quindi come possa essere una preziosa alleata dell’energia personale, aiutandola a dire quei sani “no” che l’energia personale non sa dire. Tuttavia, spesso l’energia impersonale ci viene incontro in modalità distorte, e le donne, in particolare, la temono e la giudicano. Mentre all’uomo fin da bambino viene insegnato a controllare le proprie emozioni, dando così la possibilità di sviluppare un certo impersonale, alle bambine viene insegnato ad essere gentili, attente, premurose: in altre parole, personali. A volte, le donne imparano a usare l’energia impersonale sul lavoro: specie se operano a contatto con le persone questo è indispensabile; per tenere una lezione, per partecipare a una riunione, per parlare in pubblico, ecc. Tuttavia, appena arriva sulla soglia di casa, la donna in genere appende l’energia impersonale all’attaccapanni insieme al cappotto, e non sa più neppure di averla. Come viene incontro alla donna l’energia impersonale? Attraverso l’uomo, ma a volte nella sua forma più fredda di “impersonale ritirato”. Questo è uno dei “luoghi energetici” in cui l’uomo più facilmente impara a ritirarsi, durante un litigio: semplicemente, si chiude totalmente. Contatto zero. Voce lontana. Schermo del giornale, o allontanamento in altra stanza. Sguardo che non vede. L’Himalaia in salotto. Questo è per la donna il tormento dell’energia impersonale ritirata. Riconoscete il dramma? Potete ben immaginare che, ricevendola in questa forma distorta, la donna in questione sempre più giudicherà l’energia impersonale, impedendosi quindi di riconoscerla in sé stessa e imparare ad usarla.

Vedete com’è interessante la danza degli opposti? Più “lui” si ritira, più “lei” entra nell’energia personale, nei suoi aspetti (altrettanto distorti) di estremo bisogno, di fusionalità  e senso di colpa.

Non voglio dire che non ci siano donne che non usano l’impersonale: semplicemente, è una dinamica più tipica del maschile, e l’esempio che ho portato si ispira al vissuto di molte donne nel loro rapporto di coppia.

Vorrei proporvi un piccolo esperimento: contattare queste energie dentro di voi, con la visualizzazione guidata che segue.

Visualizzazione guidata per contattare l’energia personale e impersonale.

“Prendi un po’ di tempo per allinearti. Se sei seduto su una sedia, tieni i due piedi appoggiati a terra, senza incrociare le gambe, la schiena dritta e le braccia rilassate, con gli avambracci appoggiati alle cosce. Se preferisci, puoi stare seduto a terra, con le gambe incrociate, le braccia rilassate, la schiena dritta ma non tesa. Porta l’attenzione sul tuo respiro, ascoltando le fasi dell’inspirazione e dell’espirazione. Quando inspiri, immagina che sia un’aria fresca, pulita, pura, che entra nei tuoi polmoni e si spande per tutto il corpo... quando espiri, lascia che i pensieri, le aspettative, le tensioni escano insieme al respiro, come foglie secche portate dal vento... Senti che ad ogni espirazione puoi rilassarti un po’ di più; anche se i pensieri continuano ad arrivare, tu non li fermi, li lasci passare e colare via... il tuo corpo e la tua mente si rilassano, e le tue energie circolano più liberamente. Senti ora il tuo allineamento tra terra e cielo: la tua schiena è dritta, ma non tesa; le spalle si rilassano, e anche il petto, e l’addome... Puoi immaginare una linea che attraversa il tuo corpo, in verticale, e si perde in basso dentro la terra e in alto nel cielo... senti il tuo allineamento con questa verticale. Lo spazio in cui sei seduto ora rappresenta il tuo centro, la tua totalità: la tua capacità di osservare tutte le tue energie senza giudizio.

Ora, comincia a pensare all’energia personale, e “senti” dove si trova intorno a te. Non lasciarti turbare da questa idea, lasciati guidare dalla tua intuizione: la puoi sentire davanti a te, o da qualche parte intorno... è importante che tu ti sposti dal centro per sperimentarla, perché il centro è il luogo della consapevolezza, è il luogo dove puoi abbracciare tutte le energie... ora spostati, anche solo di pochi centimetri, e immergiti nell’esperienza della tua energia personale... per aiutarti, puoi immaginare un colore caldo che ti avvolge... Mentre sei completamente “dentro” a questa energia, puoi porti alcune domande: la conosci? La usi? La usi troppo, o troppo poco? Come sarebbe la tua vita se tu imparassi a gestire meglio questa energia? Che tipo di “campo” crea attorno a te? Di che colore? A che distanza arriva? Dove la senti risuonare dentro al tuo corpo? Ci sono persone nella tua vita che te la rispecchiano in modi più distorti? o in modi più sani? Lasciati permeare da questa energia totalmente...

Ora, ritorna al centro, nel posto dove eri seduto prima.

Lascia andare l’energia personale completamente, aiutandoti con qualche profondo respiro e anche scrollando le braccia, come se stessi scrollando via dell’acqua.

Prendi un po’ di tempo nel centro per “vedere” l’energia personale separata da te, nel luogo dove l’hai sperimentata, e ripensare a quello che hai imparato stando immerso in lei, cercando di vederlo senza giudizio.

Ora, comincia a pensare all’energia impersonale. Sai che è più fredda, più distaccata e obiettiva... sentila intorno a te, e lasciandoti guidare dalla tua intuizione, spostati. Immergiti nel suo campo energetico. Puoi aiutarti con immagini, se ne senti il bisogno: quella di una montagna, di un albero, di una colonna argentata che ti avvolte... La conosci, questa energia? La giudichi? La usi, e come la usi? Cerca di percepire la forma del suo campo energetico attorno a te, e il suo colore. Ci sono persone nella tua vita che la rispecchiano? Come? Come sarebbe la tua vita se tu imparassi ad usarla al meglio? Quali qualità potrebbe portarti? Dove risuona dentro al tuo corpo fisico?

Ora, ritorna al centro e lasciala andare con qualche profondo respiro.

Osservala, come hai fatto per l’energia personale, cercando di mantenere uno stato di obiettività.”

Ecco fatto. Ora, il tuo centro è più consapevole della danza di queste due energie dentro di te: le sai riconoscere meglio, e forse un po’ del giudizio che provavi verso l’una o l’altra se n’è andato.

Le energie e la realtà percepita

Spero che abbiate apprezzato questo esercizio e che vi abbia, soprattutto, reso più consapevoli della realtà fisica delle energie. Noi siamo composti di questo flusso, a volte ne siamo dominati, a volte ci perdiamo da qualche parte... la realtà che percepiamo è direttamente legata alla nostra capacità di diventare consapevoli di questa danza. Ognuno di noi si conosce dalla prospettiva delle energie dominanti della sua personalità, e attraverso questa percezione incontra la realtà. Se il nostro schema energetico è ridotto, limitato da regole e convinzioni inconsce, altrettanto limitata e ridotta sarà la nostra esperienza della realtà. Ogni volta che siamo in grado di abbracciare e utilizzare qualcosa di nuovo dentro di noi, stiamo offrendoci la possibilità di ampliare la nostra percezione della realtà. Ogni nuovo elemento è come una finestra  che andiamo ad aprire su un tutto più grande: e una folata di nuova aria fresca entrerà da ogni apertura che avremo il coraggio di creare.