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RIFLESSIONI SULLA CONNESSIONE
ENERGETICA
Hal & Sidra Stone
(a
cura di Franca Errani Civita)
A volte, anche quando si è in compagnia di
qualcuno, ci si sente improvvisamente soli. Oppure, nel bel mezzo di una
conversazione, si può sperimentare un senso di vuoto, come se l’altro
non stesse veramente ascoltando… anche se, chiedendoglielo, la persona
è in grado di ripetere esattamente le nostre parole. A volte, ci si
ritrova a pensare che il nostro partner sembra più affezionato al suo
computer che a noi.
Questi sono tutti esempi di quello che noi
definiamo una perdita del collegamento energetico, una mancanza di
connessione. Le nostre relazioni, oltre ad avere una componente mentale,
emozionale e spirituale, hanno anche una componente energetica – ed è
di questa che vogliamo parlare.
Vi sono molti modi con i quali comunichiamo con gli
altri e ci colleghiamo ad essi. Normalmente quando parliamo di
comunicazione, intendiamo quella verbale; un altro modo di comunicare è
il linguaggio del corpo, col quale segnaliamo all’altra persona il
nostro interesse (come l’affetto, l’attenzione, la sessualità),
oppure il nostro calo di interesse (come la noia, l’irritazione, la
rabbia). Molte persone sono sensibili a questo tipo di comunicazione. Ad
esempio sentono istintivamente che, quando non possiamo guardarli negli
occhi, probabilmente non stiamo dicendo la verità; oppure quando
incrociamo le braccia, forse non siamo d’accordo con loro, anche se
non diciamo nulla; ancora, quando le mani sono fredde, siamo
probabilmente ansiosi anche se stiamo parlando in modo aperto e
fiducioso. Ognuno di noi ha un insieme di segnali che possono essere
letti dalle altre persone, le quali, soprattutto se tengono a noi,
spesso sono liete di poterci dire quali sono i “nostri” segnali.
La connessione energetica, però, è qualcosa di
diverso e più sottile rispetto al linguaggio corporeo. Ognuno di noi ha
un campo d’energia che si estende oltre il corpo fisico, un insieme di
energie o vibrazioni che sono molto più fini dell’energia corporea.
Questo fatto è ben noto alle popolazioni indigene e alle persone che si
occupano di guarigione attraverso l’energia. Oggigiorno questi campi
energetici possono essere anche fotografati e misurati in laboratorio.
La maggior parte di noi, tuttavia, non sa nulla di
questi campi energetici, che giocano un ruolo molto importante nelle
nostre relazioni, influenzando sensazioni e stato di benessere. Quando
non siamo consapevoli della loro esistenza, li controlliamo
automaticamente. Ad esempio, quando siamo circondati dalla folla,
contraiamo il nostro campo energetico in modo da essere meno aperti agli
altri. Quando stiamo pensando, il nostro campo è più freddo e le
connessioni che creiamo sono più impersonali. Se ci sentiamo amorevoli,
invece, il nostro campo è più caldo, la nostra energia tende a
mescolarsi con quella dell’altro e le connessioni che creiamo sono più
personali.
Spesso la componente energetica non è in accordo
con la comunicazione verbale. Possiamo dire che stiamo ascoltando, che
sentiamo le parole, ma non siamo veramente presenti in senso energetico.
Così come per il linguaggio del corpo, non è
sempre facile osservare un chiaro cambiamento fisico che si correli con
il cambio della connessione energetica. Ad esempio alcune persone sanno
come sorridere e mantenere un buon contatto con gli occhi mentre, nello
stesso momento, stanno ritirando completamente la loro energia.
Viceversa, possiamo dire ed essere convinti che non stiamo cercando di
invadere l’altra persona, mentre il nostro campo energetico sta in
realtà muovendosi verso l’altro.
Riteniamo che questo nuovo modo di guardare alla
comunicazione e alla connessione energetica sia molto affascinante,
perché quando si conosce la realtà di queste connessioni sottili,
invisibili e legate all’energia, si apre un intero nuovo mondo di
informazioni sulle relazioni, soprattutto quelle che attivano sentimenti
di connessione o di intimità.
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